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Parola di Correre Editoriale 3.0 – Per quest'anno non cambiare

L’ANNO FINISCE QUI. ADESSO. 
Nel momento in cui completo queste righe e mandiamo tutto verso di voi, via stampa e distribuzione, finisce l’anno vero, quello del ritmo settembre-agosto che dai tempi della scuola scandisce la nostra vita di studenti, genitori, nonni, gente che lavora.
Con l’estate metto in archivio tante trasferte con tutto il carico di corse seguite, posti conosciuti o rivisti a un anno di distanza, ma soprattutto di persone incontrate, il più delle volte ritrovate. Di dialoghi, quindi, che per me si traducono in cose che imparo, spunti per Correre, idee.
E ricordi. Tanti.
Tranquilli, non vi annoio. Mi limito a riportarne uno, recente, che me ne ha ricordato un altro, lontano, al confine con l’antico.
Il primo matura al Cima Tauffi Trail di Fanano (MO), sabato 23 luglio. Ospite d’onore è Marco Olmo, che ormai gareggia poco, mi spiega, e accetta inviti da organizzatori attenti che vogliono regalare ai propri concorrenti l’emozione di passare una giornata assieme al mito del trail italiano. Prende il via nella prova di media distanza, si tratta comunque di 35 km con 2.000 metri di dislivello. Si classifica dodicesimo e io passo un po’ del pomeriggio a pensare a quei concorrenti che sui sentieri nel bosco che conducono su al Cimone avranno magari provato un po’ d’imbarazzo nel sorpassare uno che ha vinto due volte l’Ultra Trail du Mont Blanc e sei volte il Cro-Magnon. Capitò qualcosa di simile nel 1987, a Roma. Me lo fece tornare alla mente, tempo fa, Luca Uccellini, nostro corrispondente dall’Umbria.
Nella giornata di riposo dei Mondiali viene organizzata una stracittadina per spettatori, volontari e tutti coloro che a vario titolo erano coinvolti nell’appuntamento iridato. Dalla massa che corre si alza una voce che dice: «Mi scusi!», poi un’altra, un’altra ancora, e tutte ripetono più o meno la stessa cosa: «Mi scusi», «Chiedo scusa». E quella staffetta vocale educata si avvicina sempre più al punto del plotone in cui anch’io sto correndo e poco dopo avvisto il signore pelato e tarchiato che procede più lentamente degli altri e al quale sono rivolti quei messaggi di scuse: Emil Zatopek!

L’ANNO COMINCIA QUI. ADESSO.
Nel momento in cui leggete queste e altre righe più importanti del ricco ventaglio di argomenti che ancora una volta vi proponiamo.
Comincia nel momento in cui trasciniamo il file “corsa” dalla cartella “estate” alla cartella “vita di tutti i giorni” e salviamo le modifiche prima di chiudere.
È adesso che si capirà se la nostra passione per la corsa, nata o rinata con la pausa, sia destinata a sopravvivere al lavoro, agli impegni di famiglia e sociali, ma soprattutto alla stanchezza.
Affinché accada, non c’è nulla di più efficace che buttarsi nel quotidiano come nell’acqua fredda. Senza pensare, che il più è nel primo momento. L’anno comincia qui. Adesso.

Vi auguro che vi accada correndo qualcosa di bello da ricordare. ■

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