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Dolore al tendine d’Achille: prevenire e curare l’usura

Dolore al tendine d’Achille: prevenire e curare l’usura

Foto Francesca Grana

Il tendine d’Achille nella corsa, ovvero uno dei punti più delicati e a rischio di lesioni e dolore del nostro piede. Quali sono le cause di infortunio? Ecco quando e come intervenire.

  1. Dolore al tendine d’Achille: che cosa è successo?
  2. La forma del calcagno
  3. Corsa e dolore al tendine d’Achille: quando non rimane che operarsi
  4. Tendine d’Achille: come si recupera e rieduca dopo l’intervento?
  5. Corsa e tendine d’Achille: dopo l’intervento si può continuare

L’esordio è doloroso e molto subdolo. Di solito capita con i primi passi del mattino o nella fase di riscaldamento, per poi scemare progressivamente con la corsa. Questo stadio può durare parecchio tempo, con alti e bassi difficilmente decifrabili. 

Poi la questione si fa più seria, la sofferenza tende a essere costante e a limitare non poco l’esercizio. Diventa difficile correre due giorni di fila e la spinta si fa meno reattiva, con un evidente scompenso tra le due gambe. Gli attuali sistemi di rilevamento dei tempi di spinta possono evidenziare nette disparità tra i due arti.

Dolore al tendine d’Achille: che cosa è successo?

Prima della sua inserzione, il tendine di Achille si attacca al profilo postero-superiore del calcagno, con il quale contrae dei rapporti anatomici, nel senso che c’è un vero e proprio scivolamento tra tendine e calcagno. Quando la forma del calcagno non è liscia e levigata, nel tempo si creano degli attriti sul corpo tendineo, con un conseguente logoramento delle fibre di collagene che lo compongono. 

A lungo andare parti profonde del tendine stesso possono staccarsi e rimanere lì, come un corpo estraneo, tra la sua parte rimanente (sana) e il calcagno, limitando la funzionalità ottimale del tendine stesso e causando dolore cronico. In questa sede anatomica il calcagno appare più gonfio.

La forma del calcagno

Tale conformazione è quella, come abbiamo detto, che può causare il danno tendineo nel tempo: le sue varianti sono molte, ma più questa parte del piede è prominente più c’è una compressione sulla parte profonda del tendine.

Le varietà anatomiche dipendono dal nucleo di accrescimento che si trova in quella zona e che può determinare la forma ossea. Tale anatomia è quindi già stabilita dagli undici anni in poi, ma ovviamente ci vuole molto tempo, parliamo di anni, perché il tendine arrivi a essere danneggiato.

In quella parte del piede, tra tendine e calcagno, c’è una borsa anatomica di scorrimento contenente del liquido, che favorisce la diminuzione dell’attrito tra le due parti. Tale borsa può ipertrofizzarsi, aumentare di volume e costituire un ulteriore elemento di dolore locale, suscettibile anche alla pressione esterna da parte della calzatura.

Corsa e dolore al tendine d’Achille: quando non rimane che operarsi

Nel corso del tempo gli allenamenti possono portare da un cronico dolore al tendine d’achille a una lesione profonda. Le scarpe moderne, con drop estremi tendenti al basso, possono essere causa di danni precoci, chiudendo l’angolo anatomico tra il tendine e il profilo postero-superiore del calcagno. I presidi antinfiammatori non sortiscono alcun effetto, gli esami ecotomografici rilevano il danno tendineo sulla porzione preinserzionale e una sottile striscia di discontinuità ipoecogena (che produce cioè pochi echi quando raggiunta dagli ultrasuoni nel corso di un’ecografia, ndr) testimonia in modo inequivocabile la lesione.

In queste condizioni non rimane che il trattamento chirurgico, che deve essere naturalmente condotto da mani esperte.

Tendine d’Achille: come si recupera e rieduca dopo l’intervento?

Il chirurgo può creare le premesse per la guarigione migliore, ma è poi l’atleta a doversela conquistare giorno dopo giorno. 

La rieducazione post operatoria comincia già a una settimana dall’intervento, quando viene rimosso il tutore che limita il movimento del piede e vengono eseguiti i primi movimenti di flessoestensione. Un’applicazione costante e metodica che parte da una corretta ripresa del cammino è il miglior viatico per un ottimale ricondizionamento funzionale. Il contributo della fisioterapia è importante per focalizzare le esercitazioni più opportune e dettare i tempi e le dosi delle attività, nella progressione migliore.

Corsa e tendine d’Achille: dopo l’intervento si può continuare

Molti atleti ci sono passati, ma una volta rimessi in sesto sono stati addirittura capaci di migliorarsi e di continuare tranquillamente la loro attività per moltissimi anni.

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IL LIBRO: Il tendine d’Achille dello sportivo – (Dott. Luca De Ponti)

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