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Dita a martello

Foto: 123RF

Si tratta di una condizione che, nel tempo, può portare a problemi e dolori ai metatarsi. Le dita a martello sono il risultato di una posizione anomala in flessione. Una situazione che all’inizio può essere solo un atteggiamento, ma che rischia di trasformarsi in una postura cronica e dolorosa. Questo anche perché l’articolazione deformata sfrega contro la tomaia della scarpa durante la corsa.

Il lavoro muscolare

Quando si pratica il running bisogna prendersi molta cura dei propri piedi. Un’attenzione che deve essere riservata anche alle dita. Le loro tre falangi collaborano all’efficacia della spinta in avanti e, flettendosi, stabiliscono la direzione in cui muoversi. La reattività di un atleta è dovuta in parte anche all’efficacia del loro movimento e a come si coordinano nell’appoggio e nella spinta muscolare del polpaccio. Le dita sono infatti azionate dai muscoli e dai relativi tendini flessori della pianta del piede. Traumi diretti possono condizionare il loro funzionamento e causare anche il problema delle dita a martello.

Avampiede e corsa

La qualità della spinta è il risultato di alcune caratteristiche intrinseche del piede: la lunghezza del braccio di leva, il suo rapporto ed equilibrio con i muscoli, la mobilità articolare, gli equilibri di carico sull’avampiede. Un sistema molto complesso. Quando non c’è equilibrio funzionale di alcune strutture spesso le dita subiscono piccoli traumi.

Le cause del dolore

Il problema delle dita a martello dipende da un abbassamento della testa del metatarso corrispondente. Questo porta a uno scompenso tra tendini flessori ed estensori delle dita, con una prevalenza di questi ultimi. Nella corsa l’eccessiva sollecitazione dei metatarsi è all’ordine del giorno. In chi la pratica da molti anni è possibile che questi squilibri si instaurino lentamente, con effetti negativi.

Se la scarpa è troppo corta

Come dicevamo la postura anomala si trasforma poi nel tempo in una vera e propria deformità articolare. Il dito non riesce più ad allungarsi e assume una posizione permanente in flessione. Anche una scarpa troppo corta può favorire questa postura, in particolare nella corsa in discesa. Va quindi verificato che la lunghezza della calzata sia quella corretta per noi.

Le conseguenze

Le dita a martello sono legate a una sofferenza dell’articolazione metatarso-falangea (metatarsalgia). La troppa flessione tra la prima e la seconda falange può causare un attrito con la tomaia della scarpa. Questa situazione favorisce con frequenza l’insorgere di borsiti dolorose e callosità. Nel secondo caso è necessario fare molta attenzione a evitare infezioni.

Terapie e soluzioni

Nella fase iniziale è opportuno contrastare il dolore con sostegni funzionali inseriti in plantari adeguati. Quando la posizione anomala delle dita ancora non è consolidata si può anche praticare una ginnastica prensile e di allungamento delle dita. In quelle di sofferenza più acuta, invece, di solito il trattamento è chirurgico. In base allo stadio evolutivo della patologia, si può praticare un semplice allungamento dei tendini estensori delle dita o arrivare a un vero e proprio raddrizzamento delle dita a martello. Spesso è opportuno associare le due soluzioni. Dopo l’operazione si riprende a camminare praticamente subito. Nel caso non si volesse procedere a una correzione chirurgica delle dita a martello è sempre opportuno difendere le articolazioni metatarso-falangee con un buon plantare.

Leggi anche: Schiena e corsa

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