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Dicembre – E il titolo mettetelo voi

27 Novembre, 2014

Chi sarà il personaggio dell’anno secondo il Time? Ce lo dirà, come sempre, la copertina dell’ultimo numero dell’anno del settimanale americano. Ultimi eletti: personaggio dell’anno 2013 Papa Francesco, del 2012 Barack Obama (Sic transit gloria mundi), ma ci sono stati anche anni in cui in copertina non è comparsa una persona. Memorabile quella del 1984, che raffigurava un computer, col senno di poi una delle intuizioni più felici.

Vi propongo un gioco: facciamo finta che anche Correre sia un settimanale e che abbia adottato da tempo la stessa formula del Time. Facile essere d’accordo su alcuni ultimi numeri dell’anno: avremmo messo in copertina Pizzolato (1984), Gianni Poli (1986), Bordin (1988), Giacomo Leone (1996), Franca Fiacconi (1998), Maria Guida (2002), Baldini (2004) e Valeria Straneo (2012). In un finale di uno a scelta degli ultimi dieci anni, una copertina l’avremmo assegnata al podista della porta accanto, titolando “È running invasion” o, in mancanza di più acuta fantasia, “Tutti pazzi per il running”.

E quest’anno? A chi dedichereste copertina e ruolo di personaggio dell’anno della corsa italiana? A Daniele Meucci campione d’Europa? Alla giovane Federica Del Buono che insegue le tracce di gloria di Gabriella Dorio? Alla Color Run? Alla centenaria Gabre Gabric, master carica d’entusiasmo e “matriarca” del clan Calvesi-Ottoz?

Tutte scelte plausibili, corrette dal punto di vista giornalistico. Temo, però, di non seguirvi. Per l’ultimo numero del 2014 opterei per una scelta tipo quella del Time a proposito del computer. Metterei in copertina una siringa o una pastiglia, qualcosa che possa reggere graficamente il messaggio che secondo me è il doping il personaggio dell’anno 2014. Non solo il doping che c’è, ma quello che s’intuisce.

Se da un controllo in una qualsiasi “Stramanaforno – Trofeo A. Panfili” (e i lettori di Gioia dei Marmi, provincia de L’Aquila, mi scuseranno per il “qualsiasi”) è emerso tutto quello che è emerso, cioè che ci si “aiuta” per fare 1:18’ sulla mezza o 3:07’ in maratona;

se la cosa che mi resta più impressa del caso Schwazer, tutto da continuare a seguire, è la disinvoltura e la frequenza con cui atleti di alto livello saltavano i controlli;

se la positività di Rita Jeptoo (caso rispetto al quale, sono certo, lo staff di Gabriele Rosa avrà presto modo di dimostrare l’estraneità) pare sia solo la punta dell’iceberg del ruolo dell’EPO in alcune mirabolanti prestazioni targate Kenya, non mi resta che assegnare, a malincuore, col cuore che fa davvero molto mare, il ruolo di personaggio dell’anno al doping. Il titolo mettetelo voi. Io metterò l’impegno a tornare sull’argomento nella lista dei buoni propositi del 2015, che ormai è qui.