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Giancarlo Colombo

Conseslus Kipruto campione olimpico dei 3000 siepi

Conseslus Kipruto si è laureato campione olimpico dei 3000 siepi maschili stabilendo il record olimpico con 8’03”28 grazie ad una volata vincente negli ultimi 300 metri. Nella calda mattinata brasiliana con una temperatura di 34°C il giovane keniano ha battuto lo straordinario statunitense Evan Jager (8’04”28) e il francese Mekhissi Benabbad che ha ricevuto la medaglia di bronzo in 8’11”52 dopo la squalifica del due volte campione olimpico Ezekiel Kemboi. Per il francese si tratta della terza medaglia olimpica dopo i due argento consecutivi di Pechino e Londra. In seguito alla protesta della Federazione francese Kemboi è stato squalificato per aver corso alcuni passi fuori dal cordolo sulla curva subito dopo la riviera. Gli Stati Uniti sono saliti sul podio olimpico in questa specialità dopo 32 anni grazie al coraggioso Jager, grande amico di Orlando Pizzolato.

Yusneisy Santiusti ha superato il turno qualificandosi per la semifinale degli 800 metri grazie al secondo posto nella batteria in 2’00”45 a tre centesimi di secondo dalla forte polacca Angelika Cichocka. L’atleta di origini cubane ha saputo trovare il varco sul rettilineo finale difendendo il secondo posto in una batteria difficile davanti alla cubana Rose Mary Almanza (2’00”50) e alla marocchina Malika Akkaoui (2’00”62). Il livello è altissimo come dimostrato dal fatto che tante atlete con personali ben al di sotto dei 2 minuti sono rimaste fuori dalla semifinale. Le ottocentiste si giocheranno tutto in tre semifinali dove passeranno le prime due e le due migliori ripescate. Tra le pretendenti alla finale hanno destato un’ottima impressione la svizzera Selina Buchel, autrice di un ottimo 1’59”00 con una gara tutta di testa, la canadese Melissa Bishop (1’58”38), la super favorita Caster Semenya (1’59”31) e la burundiana Francine Nyonsaba (1’59”86).
“Le lacrime di Amsterdam mi sono servite perché dagli errori si può imparare. La semifinale sarà dura ma sono carica”, ha dichiarato Santiusti.

Le batterie dei 5000 metri che promuovevano i primi cinque delle due batterie e i cinque migliori ripescati hanno visto l’eliminazione clamorosa di tutti e tre i keniani, in particolare di Isiah Koech (bronzo mondiale a Mosca 2013) e Caleb Ndiku (ex campione mondiale indoor sui 3000m). E’ sceso di nuovo in pista Mo Farah, che dopo il trionfo sui 10000 metri inseguirà il sogno di diventare il secondo mezzofondista in grado di vincere 5000 e 10000 metri in due olimpiadi consecutive dopo il mitico finlandese Lasse Viren, primo su entrambe le distanze a Monaco 1972 e Montreal 1976. A mezzo giro dalla fine ha persino rischiato di cadere come nella finale dei 10000 metri. La batteria è stata vinta da Hagos Gebrehiwet in 13’24”65 davanti a Albert Rop (13’24”95) e a Farah (13’25”25). Il quarantunenne Bernard Lagat, quinto con 13’26”02, diventa il finalista più anziano nella storia delle Olimpiadi. La seconda batteria più veloce è stata vinta dallo statunitense di origini keniane Paul Chelimo in 13’19”54 davanti all’etiope Muktar Edris (13’19”65).

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