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Cent’anni fa nasceva Ottavio Missoni

Foto: Clara Biondo/Omega (qui sopra), Gianfranco Grazioli, Werter Corbelli
Di: Werter Corbelli

Atleta di livello mondiale nei 400 a ostacoli, con la carriera sportiva spezzata dalla seconda guerra mondiale, lo stilista che tutto il mondo ammirava era poi diventato un’icona del mondo dell’atletica Master, che ha frequentato e animato fino a 90 anni.

Ottavio Missoni avrebbe compiuto oggi 100 anni. Era nato infatti a Ragusa, in Dalmazia, l’11 febbraio 1921, nell’allora Regno di Serbia-Croazia-Slovenia, figlio di un giuliano capitano di marina e di madre dalmata. Ceppo mitteleuropeo, insomma.

Ottavio Missoni: l’atleta

Da ragazzo, all’età di 16 anni, si fa subito notare correndo all’Arena di Milano in un prodigioso (per la sua età e l’epoca) 48”8 nei 400 m. L’anno dopo, 1938, partecipa ai Campionati Europei. Nel 1939, a 18 anni, vince il titolo italiano assoluto e quello di campione mondiale studentesco. Arriva però la seconda guerra mondiale a negargli una carriera sportiva stellare: fatto prigioniero nel 1942, rimane per quattro anni in un campo di concentramento dell’esercito inglese in Egitto. Tornato in Italia, il dalmata, ormai esule, cerca di ricostruirsi una vita. Nel 1947 apre a Trieste a una piccola fabbrica specializzata in tute sportive, in società con l’amico Giorgio Oberweger, che nel disco aveva conquistato la medaglia di bronzo ai Giochi di Berlino 1936 e quella d’argento agli Europei del 1938. In quel luogo spartano e disordinato, tra macchinari tessili comprati usati e cascami dappertutto, nessuno avrebbe potuto immaginare l’inizio di una carriera straordinaria nel mondo della moda.

(Foto Grazioli)

I “galeotti” Giochi di Londra 1948

Il suo giorno dei giorni è probabilmente nell’agosto del 1948, quando corre la batteria dei 400 m a ostacoli ai Giochi olimpici di Londra conquistando l’accesso in finale, dove arriverà sesto. Quel giorno Londra gli permette di incontrare per la prima volta Rosita Jelmini, che nella capitale del Regno Unito stava studiando. I due si sposano nel 1953. Lei proveniva da una famiglia che aveva un’azienda specializzata in scialli e tessuti ricamati. Così i giovani coniugi Missoni, oltre all’amore uniscono conoscenze e creatività e nel garage di casa, a Gallarate (MI), mettono in piedi un primo laboratorio di maglieria. Di lì in poi sarà un crescendo inarrestabile, prima in Italia e poi nel mondo, che si innamora di quello stile unico. Nel 1975 la rivista “Vogue America” dedica al brand Missoni un articolo dal titolo: “I migliori vestiti del mondo”. Però nel cuore di Ottavio l’atletica resta una fiamma mai spenta anche dopo il 1953, anno della sua ultima presenza in nazionale.

Ottavio Missoni: lo stilista e il master

(Foto Corbelli)

Come per incanto, infatti, eccolo tornare in pista nel 1977 all’Arena di Milano per il primo Campionato italiano Master organizzato dall’Imitt di Cesare Becalli (con lui nella foto d’apertura in alto), in compagnia di altri pionieri dell’atletica senza età come Vittorio Colò, Mario Riboni, Carmelo Rado, Giorgio Bortolozzi. Da quel momento Missoni diventa una presenza quasi costante dei Campionati italiani e in quelli internazionali Master. Un suo vezzo sarebbe rimasto quello della cena durante queste manifestazioni, a cui invitava una larga cerchia di amici master sempre a proprie spese. Il “ragazzo dalmata” – come amava autodefinirsi -, inoltre, per molti anni, si trasformò in un impagabile testimonial dell’atletica master italiana, raccontando in più occasioni pubbliche di questa sua passione.

L’uomo Ottavio Missoni, amato dagli appassionati di atletica, stilista di fama mondiale, si spegne il 9 maggio 2013. La sua ultima presenza in pista era avvenuta a Cosenza, ai Campionati italiani Master del 2011, all’età di 90 anni.   

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