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Carne omicida?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito le carni processate, come salumi e insaccati, nella categoria di massimo rischio, quella contenente sicuri agenti cancerogeni. E non è tutto: anche le carni rosse in genere sono state catalogate nella categoria appena più bassa (A2), che raduna agenti “probabili cancerogeni”.

Gli studi effettuati sino a questo momento non hanno però riguardato l’uomo ma solo animali… ma come si possono studiare gli effetti di un’alimentazione carnea in animali non predisposti al consumo di carne?

E l’alternativa quale sarebbe, ingozzarci di pizze, focacce e pane bianco, dopo averli spalmati di creme allo zucchero e all’olio di palma, annaffiando il tutto con bevande gassate zuccherate alla caffeina, alcolici e superalcolici?

Proviamo a mantenere la calma e ad allargare lo spettro d’indagine considerando anche alimenti processati non carnei, veri responsabili dell’incidenza tumorale. Sollevare polveroni non serve a nulla, occorre ragionare di dati scientifici e capirli.

Da anni scriviamo che il rapporto carni-cancro è legato a tre fattori:
1) presenza di nitriti come conservanti delle carni lavorate, come salumi e insaccati, che si trasformano in nitrosamine cancerogene;
2) cottura con bruciatura, che produce composti cancerogeni e che riguarda anche molti altri alimenti, come pizza o piadina;
3) presenza di estrogeni come fattore di aumento del peso dell’animale, in carni non italiane (in Italia tale pratica è vietata) o di bassa qualità.

Da esperti di valore mondiale, non a libro paga delle multinazionali, ci si poteva aspettare qualcosa di più. Per esempio sarebbe stata opportuna una distinzione tra chi si alimenta di carni fresche da animali allevati al pascolo e chi invece consuma carni ottenute da animali forzati nei feed-lot con antibiotici ed estrogeni, ingozzati di insilato di mais, che non è il cibo di un bovino.

Non stiamo dicendo che la segnalazione relativa ai possibili danni da carni processate sia errata o inutile. Vanno però considerati anche molti altri alimenti processati non carnei, dal momento che i “colpevoli” sono antibiotici, estrogeni, nitriti e nitrati, polifosfati e sale, non la carne in sé. Fare informazione scientifica seria è da sempre un obiettivo difficile. Noi ci proviamo.