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Belgrado, terza giornata: Donato d’argento, Muir centra la doppietta 

06 Marzo, 2017
Fabrizio Donato, medaglia d'argento nel salto triplo (FOTO: Giancarlo Colombo)

L’Italia è entrata nel medagliere della trentaquattresima edizione dei Campionati Europei Indoor di Belgrado grazie all’intramontabile quarantenne Fabrizio Donato, che ha conquistato la terza medaglia della sua carriera su cinque finali disputate in questa manifestazione. Il finanziere laziale ha realizzato la misura da medaglia al secondo tentativo quando si è portato in testa con un salto da 17.13m. Il campione in carica Nelson Evora ha superato l’azzurro alla terza prova con un salto da 17.20m che gli ha regalato la seconda medaglia d’oro agli Europei Indoor due anni dopo quella vinta a Praga 2015. L’azzurro si è fermato nei tre tentativi successivi per un risentimento muscolare prima di riprovarci di nuovo nell’ultimo tentativo a sua disposizione misurato a 16.43m. Il giovane tedesco Max Hess, campione europeo outdoor e vice iridato indoor nel 2016, ha vinto la medaglia di bronzo con la misura di 17.12m al terzo tentativo due giorni dopo aver realizzato il record mondiale stagionale con 17.52m.

“Più che inaspettata, è stata una medaglia sofferta a causa di un risentimento al bicipite femorale.  Sono stato fortunato perché nessuno è riuscito più a superarmi. E’ bastata una misura che sentivo di valere. Le cose difficili sono le più belle. E’ la mia prima medaglia da quando sono diventato allenatore di Andrew Howe. La cosa mi fa sorridere, mi diverte e mi emoziona. Ci ho pensato molto prima di intraprendere questo percorso con Andrew. Non sapevo se sarebbe stata la cosa giusta ma sono riuscito a dimostrare a me stesso che si può fare. Basta volerlo e non smettere di crederci. Continuo a divertirmi. Dopo 21 anni insieme al mio storico allenatore  Roberto Pericoli sentivo l’esigenza di trovare nuovi stimoli e di sperimentare qualcosa di nuovo. Questa medaglia è un messaggio all’atletica italiana. Il mio segnale è che non bisogna arrendersi mai di fronte alle difficoltà. La gara di Andrew Howe non è stata una controprestazione. Questa medaglia è per il 50 percento anche sua. Penso che grazie a lui io sia riuscito a trovare una nuova spinta. Dedico questa medaglia a delle persone speciali come mia moglie Patrizia e le mie figlie Greta e Viola. Ora punto ai Mondiali di Londra dove torno su una pedana a me cara dove ho vinto la medaglia di bronzo”, ha dichiarato Fabrizio Donato.

Laura Muir ha bissato il successo di Sabato sui 1500 metri vincendo anche sui 3000 metri demolendo il secondo record dei Campionati di questo fine settimana con 8’35”67. La ragazza scozzese ha eguagliato l’impresa di vincere 1500m e 3000m nella stessa edizione degli Europei Indoor riuscita soltanto alla polacca Lydia Chojecka nel 2007 a Birmingham. Muir ha lanciato l’attacco vincente a 300 metri dalla fine staccando la giovane turca, che era andata in testa a tirare nella prima parte della gara.

Il precedente record era detenuto dalla portoghese Fernanda Ribeiro, che fece registrare 8’39”49 a Stoccolma nel lontano 1996. La turca Yasemin Can ha conquistato la medaglia d’argento in 8’43”46 (record dei Campionati) precedendo la figlia d’arte britannica Elish McColgan (8’47”43).  Giulia Viola si è comportata molto bene concludendo al settimo posto con il record personale di 8’56”19 nella sua terza finale consecutiva agli Europei Indoor dopo il sesto posto sui 1500m a Goteborg 2013 e il settimo posto a Praga 2015 sui 3000m. La prestazione della veneta di stanza a Loughborough si colloca al sesto posto delle liste italiane di sempre.

La svizzera Selina Buchel ha bissato il successo di due anni fa a Praga vincendo il secondo titolo europeo indoor consecutivo sugli 800 metri in 2’00”38 (nuovo record nazionale) precedendo per un solo centesimo di secondo la britannica Shelayna Oskan Clarke (2’00”39 record personale). L’islandese Anita Hinriksdottir si è aggiudicata la medaglia di bronzo in 2’01”25.

Nella finale degli 800 metri maschili Adam Kszczot ha vinto il terzo oro della sua carriera in questa manifestazione in 1’48”87 superando il danese Andreas Bube (1’49”32) e lo spagnolo Alvaro De Arriba (1’49”68).

Lo spagnolo Adel Mechaal si è aggiudicato una finale dei 3000 metri molto tattica in 8’00”60 davanti al norvegese Henrik Ingebritsen (8’00”93) e il tedesco Richard Ringer (8’01”01). Marouan Razine è stato inizialmente squalificato per una presunta invasione di corsia ma è stato successivamente reinserito in classifica in sesta posizione in 8’04”19. Yeman Crippa si è  classificato settimo con il tempo di 8’05”63. 

Brave anche le staffettiste della 4×400 Lucia Pasquale, Maria Enrica Spacca, Maria Enrica Spacca e Ayomide Folorunso, che hanno tagliato il traguardo al quarto posto in 3’32”87 alle spalle della Polonia (3’29”94), della Gran Bretagna (3’31”05) e dell’Ucraina (3’32”10). Da sottolineare l’eccellente ultima frazione di Folorunso, che ha permesso all’Italia di arrivare a 77 centesimi dal podio e a 88 centesimi dal record italiano. La Polonia ha fatto il bis vincendo anche la staffetta 4×400 maschile in 3’06”99 davanti al Belgio dei fratelli Kevin e Dylan Borlée (3’07”80) e alla Repubblica Ceca del campione europeo Pavel Maslak (3’08”60).

Silvano Chesani si è battuto con onore nella finale del salto in alto chiudendo al sesto posto con 2.27m al secondo tentativo dopo tanti infortuni che lo hanno limitato nelle ultime due stagioni dopo l’argento agli Europei Indoor di Praga. Con la misura del poliziotto trentino ma con un numero minore di errori il giovane Pavel Seliverstau ha vinto la medaglia di bronzo. Il polacco Sylvester Bednarek ha conquistato la medaglia d’oro con 2.32m precedendo di due centimetri il britannico Robbie Grabarz. Chesani ha tentato senza successo tre prove alla misura di 2.30m che gli avrebbe potuto regalare la medaglia di bronzo.

La Kombank Arena si è entusiasmata per il trionfo nel salto in lungo femminile della beniamina Ivana Spanovic, che di fronte al pubblico di casa ha realizzato una serie di salti impressionante impreziosita da un formidabile 7.24m al terzo tentativo. La saltatrice serba ha ottenuto altri due salto oltre i 7 metri (7.16m e 7.17m). In una gara di altissimi contenuti tecnici la britannica Lorraine Ugen ha vinto la medaglia d’argento stabilendo il record nazionale con 6.97m precedendo la specialista tedesca Claudia Salman Rath (6.94m).

Asha Phillip si è laureata campionessa d’Europa d’Europa sui 60 metri firmando il miglior tempo europeo dell’anno con 7”06 davanti all’ucraina Olesya Povh (7”10), alla giovane polacca Ewa Swoboda (7”10) e alla svizzera Mujinga Kambundji (fuori dal podio per un solo centesimo di secondo con 7”11). Gloria Hooper é stata la migliore delle italiane con un buon 7”34 che le ha permesso di eguagliare il personale stagionale e di classificarsi quinta nella sua semifinale e decima nel computo finale. La campionessa italiana Anna Bongiorni si è classificata settima nella terza semifinale in 7”43.

Buona prova dell’azzurro Simone Cairoli, che ha riportato le prove multiple italiane in questa manifestazione dopo sette anni di assenza. Il lombardo ha concluso la sua prova al dodicesimo posto con il record personale di 5841 punti. Il francese Kevin Mayer ha conquistato l’oro stabilendo il record europeo e la seconda migliore prestazione di sempre con 6479 punti precedendo lo spagnolo Jorge Urena (6227 punti) e il ceco Adam Sebastian Helcelet (6110 punti).  

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