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Belgrado, seconda giornata: Laura Muir conquista il successo sui 1500 metri

05 Marzo, 2017
Laura Muir (FOTO: Giancarlo Colombo)

 

Laura Muir ha vinto il primo titolo internazionale della sua carriera aggiudicandosi la splendida finale dei 1500 metri femminili in 4’02”39 davanti alla tedesca Konstanze Klosterhalfen, che a sua volta è scesa sotto il precedente record personale con 4’04”45, e alla polacca di origini marocchine Sofia Ennaoui (4’06”59). Muir ha migliorato il record dei campionati detenuto dal lontano 1985 dalla romena Doina Melinte.  Muir ha strappato il record britannico a Kelly Holmes che lo deteneva con 4’02”66. Domenica la ventitreenne scozzese inseguirà la doppietta 1500m -3000m riuscita soltanto a Lydia Chojecka nel 2007 a Birmingham.

“Volevo correre una gara veloce ma non pensavo di battere il record britannico di Kelly Holmes. Negli ultimi due anni non sono riuscita a vincere medaglie e per questo sono contenta di averne vinta una. Sapevo che le mie avversarie erano forti allo sprint e cercato di affidarmi alle mie forze ”, ha dichiarato Laura Muir. 

Molto avvincente è stata anche la finale dei 1500 metri anche se su ritmi decisamente più tattici. Al termine di un arrivo in volata si è imposto il ventinovenne polacco Marcin Lewandowski con il tempo di 3’44”82 davanti al ventenne svedese Kalle Berglund (3’45”56) e al ventunenne ceco Filip Sasinek (3’45”39). Della finale continentale è stato grande protagonista anche il ventenne azzurro Yassin Bouih, che ha concluso la sua prima esperienza in una grande rassegna internazionale all’ottavo posto in 3’47”95.

Pavel Maslak ha arricchito la sua collezione di titoli europei indoor vincendo il terzo oro consecutivo sui 400 metri con 45”77 davanti al polacco Rafal Omelko (46”08) e all’olandese Lemarvin Bonevacia (46”26 record nazionale). La Francia ha conquistato l’oro sui 400 metri femminili con Floria Guei, che ha avuto la meglio in 51”90 sulla due volte campionessa del mondo dei 400 ostacoli Zuzana Hejnova (52”42) e sulla polacca Justyna Swiety (52”52), mentre crolla sul rettilineo finale la svizzera Lea Sprunger, che dopo una partenza troppo forte cede sul rettilineo finale chiudendo quinta in 53”08.

Il ventenne siciliano Filippo Randazzo ha concluso la sua prima finale del salto in lungo a livello assoluto al settimo posto con la misura di 7.77m. L’albanese Izmir Smajilaj ha conquistato l’oro a sorpresa con un salto da 8.08m all’ultimo tentativo, che gli ha permesso di eguagliare la stessa misura dello svedese Michel Torneus. Ha deciso in favore dell’albanese la seconda misura di 8.02. L’ucraino Sergiy Nikyforov si è aggiudicato la medaglia di bronzo con 8.07m 

Richard Kilty si è confermato re continentale dei 60 metri bissando il successo di due anni fa a Praga con il tempo di 6”54 davanti al ventenne slovacco Jan Volko (6”58) e allo svedese di origini giamaicane Austin Hamilton (6”63).

Il bronzo europeo indoor di Goteborg 2013  Michael Tumi è stato eliminato in semifinale dove si è piazzato settimo in 6”72 dopo un promettente 6”69 nella batteria mattutina.

Ekaterini Stefanidi ha arricchito la sua bacheca vincendo l’oro europeo indoor con la migliore prestazione europea dell’anno di 4.85m dopo i successi dell’anno scorso all’aperto agli Europei di Amsterdam e alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. La tedesca Lisa Ryzich ha vinto la medaglia d’argento migliorando il record personale con 4.75m. La svedese Angelica Bengtsson si é aggiudicata la lotta per la medaglia di bronzo con 4.55m

La lituana Ayrine Palsyte si è laureata campionessa europea del salto in alto femminile stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 2.01m al secondo tentativo dopo aver fatto percorso netto senza errori fino a 1.96m. Ruth Beitia non ha commesso errori fino a 1.94m ma si è arresa nei tre tentativi alla quota di 1.96m. La trentasettenne spagnola portato a casa la sesta medaglia della sua carriera in questa manifestazione e la nona medaglia continentale comprendendo anche quelle vinte a livello outdoor. La giovane ucraina Yuliya Levchenko si è aggiudicata la medaglia di bronzo superando la misura di 1.94m alla terza prova.

Il miglior risultato di giornata è arrivato dalla finale del getto del peso maschile dove il diciannovenne polacco Konrad Bukowiecki ha firmato la migliore prestazione mondiale dell’anno con 21.97m precedendo il ceco Tomas Stanek (21.43m) e il campione in carica David Storl (21.30m).  

La tedesca Kristin Gierisch (argento ai Mondiali Indoor di Portland) si è aggiudicata il titolo del salto triplo femminile con 14.37m (migliore prestazione europea dell’anno) battendo di cinque centimetri la campionessa europea all’aperto Patricia Mamona. Il bronzo è andato alla greca Paraskevi Papahristou con 14.24m.

Silvano Chesani si è qualificato brillantemente per la finale del salto in alto superando 2.10m, 2.16m, 2.21m, 2.25m e 2.28m sempre al primo tentativo. Il campione trentino difenderà la medaglia d’argento vinta due anni fa a Praga in una gara che si preannuncia molto incerta. Oltre all’azzurro allenato da Giuliano Corradi l’unico altro altista in grado di superare tutte le misure al primo tentativo è stato il bulgaro Tihomir Ivanov. Il bielorusso Pavel Seliverstau ha commesso un errore a 2.25 ma ha valicato l’asticella a 2.28m alla prima prova  Per il podio bisognerà prestare attenzione al britannico Robbie Grabarz che, pur commettendo tre errori a 2.28, è un atleta capace di dare il meglio di sé nelle grandi occasioni. Il giovane talento azzurro Christian Falocchi ha superato 2.21 prima di sbagliare tre prove a 2.25m.

“Le sensazioni sono state super positive. Ho avuto qualche tentennamento solo a 2.25m dove ho caricato sul salto. Sono contento di aver superato 2.25m al primo tentativo perché significa aver risparmiato energie in vista della finale. La pedana è molto buona e mi ricorda quella di Banska Bystrika”, ha detto Chesani.  

Hanno passato il turno anche le sprinter azzurre Anna Bongiorni e Gloria Hooper. Bongiorni si è piazzata quinta in 7”42 per una questione di millesimi di secondo ottenendo la qualificazione per ripescaggio. Gloria Hooper si è piazzata terza nella sua batteria eguagliando il record stagionale con 7”35

Laura Strati è stata eliminata nelle qualificazioni del salto in lungo ma esce a testa alta avendo mancato la finale per appena due centimetri. La vicentina, che sta trascorrendo un periodo di studi in Spagna, ha realizzato un miglior salto di 6.49m ma all’ultimo tentativo è stata superata in classifica dalla tedesca Alexandra Wester, che ha piazzato un salto da 6.51. La serba Ivana Spanovic, campionessa in carica e bronzo olimpico a Rio de Janeiro, ha realizzato il miglior salto di giornata con un eccellente 7.03m, miglior misura mondiale dell’anno. In evidenza anche la russa Dariya Klishina con 6.83m e la britannica Lorraine Ugen con 6.80m.

Simone Cairoli è decimo dopo la prima giornata dell’eptathlon con 3274 punti dopo i 60 metri (7”04), il salto in lungo (7.55m), il salto in alto (2.04m) e il getto del peso (12.21). Il vice campione olimpico Kevin Mayer guida con 3571 punti.

La spagnola Esther Guerrero ha realizzato il miglior tempo delle semifinali degli 800 metri femminili con 2’02”91 precedendo l’islandese Anita hinriksdottir (2’02”97). Più lenta la seconda semifinale dove la britannica Shelayna Oskan Clarke ha preceduto la campionessa europea in carica Selina Buchel in 2’03”09. Lo spagnolo Alvaro De Arriba ha fatto registrare il miglior tempo delle semifinali degli 800 metri con 1’48”36 precedendo il due volte campione europeo indoor Adam Kszczot (1’48”53).

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