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Baldini soddisfatto: “L’eccezione diventi la regola”

21 Luglio, 2015

La spedizione azzurra torna da Eskilstuna (Svezia) con nove medaglie, il record assoluto di 27 finalisti, il quarto posto nella classifica a punti (114, meglio degli azzurri solo britannici, tedeschi e russi, battuti i francesi) e il quinto nel medagliere. Per l’Italia è la migliore edizione degli Europei Juniores di sempre, quella di Salonicco 1991, è eguagliata sia nel placing table che nel numero di podi, e superata nei piazzamenti in finale e negli ori.

La soddisfazione si legge nel volto di Stefano Baldini, Direttore Tecnico delle Nazionali Giovanili: “Sì, abbiamo lavorato bene – commenta – E quando dico ‘abbiamo lavorato’ intendo i ragazzi, gli allenatori personali, le società e lo staff federale. Questo gruppo ha saputo realizzare qualcosa di veramente speciale. I ragazzi hanno dimostrato una maturità particolare dentro e fuori dal campo, un indice di valori superiori alla media”.

Baldini però non intende cullarsi sugli allori: “Ho già programmato il prossimo obiettivo. L’eccezione deve diventare la regola, lo standard. I punti fondamentali sono: organizzazione, soluzione rapida dei problemi, un ambiente sereno e unito”.

Fra due anni si torna in Italia. Sarà difficile fare meglio? “Ovviamente vogliamo fare ancora meglio a Grosseto 2017, dove avremo i grandi vantaggi di conoscere il campo e di avere il supporto del pubblico. Non posso che essere fiducioso”.
La generazione che arriverà a Grosseto 2017 è quella che era in gara ai Campionati Mondiali di Categoria di Cali. “Che hanno dimostrato soprattutto come il livello medio della rassegna cresca di edizione in edizione. I risultati di alcune discipline sono impressionanti… 100 femminili, lungo maschile, l’intero mezzofondo. Il livello è pazzesco. Noi però, abbiamo fatto la nostra parte. Ci tengo a ribadirlo: abbiamo fatto in modo che atleti ed allenatori non spingessero troppo sull’acceleratore alla ricerca esasperata di minimi di partecipazione troppo selettivi, permettendo ai ragazzi di finalizzare la rassegna con serenità. Parliamo di ragazzi di 16 e 17 anni, sarebbe sbagliato applicare per loro i criteri degli adulti. La loro atletica deve ancora cominciare”.

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