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Kathrine Switzer

Attive il più a lungo possibile

Foto Giancarlo Colombo
Di: Chiara Collivignarelli

Sull’ultimo numero dell’anno, nelle pagine dedicate al running al femminile, Julia Jones e Maria Comotti approfondiscono il tema della longevità sportiva. Vale a dire, di come sia possibile continuare a correre e a essere attive, traendone il massimo beneficio, nonostante l’età che avanza.

Meravigliosa Kathrine

Si comincia con la splendida storia di Kathrine Switzer, prima donna a gareggiare in una maratona quando non era ancora consentito e personaggio-simbolo dell’emancipazione femminile nello sport e non solo. Che, quarant’anni dopo, ha ripreso a gareggiare diventando un’enorme fonte di ispirazione per molte nuove runner. E coronando il tutto chiudendo la maratona di Boston del 2017, per festeggiare il cinquantennale della storica gara del 1967 grazie alla quale aprì alle donne la strada dei 42,195 km.

Longeve nella mente e nel corpo

Troverete poi, come sempre, gli interventi sull’esperienza personale delle due autrici, insieme alle esperienze delle runner del gruppo Facebook La stanza di Correre al femminile. Donne e sportive dalle caratteristiche e attitudini diverse, che hanno però mostrato un unico desiderio e punto in comune: quello di proseguire a fare sport e a essere attive il più a lungo possibile. Ricercando spunti e motivazioni sempre nuove, che ben si adattino al momento della vita che si sta attraversando.

L’equilibrio di Carla

Completa il quadro un’intervista a Carla Chiesa, F60 con un personale da 3:48’42” in maratona (è detentrice del titolo veneto di categoria). Una donna normale e allo stesso tempo speciale, che ci ha raccontato il suo approccio, vincente, al running e alla vita. E che può essere da stimolo per tante.

 

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