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ZONA MISTA – Milano, l'Arena e la pista dei sogni

20 Settembre, 2016

C’era un tempo in cui l’Arena Civica di Milano intitolata a Gianni Brera dagli anni Duemila, era teatro di grandi avvenimenti atletici. Un esempio? Nel 1996 la Finale del Gran Prix di atletica, una sorta di rivincita delle Olimpiadi di Atlanta, oppure nel 2006 con la finale B della Coppa Europa per Nazioni, dove l’Italia fece man bassa di successi.

Chi, invece, ha qualche anno in più non può di certo scordare i primati del mondo di Edwin Moses nei 400hs nel 1980 (luglio) e quello di Kozackiewicz nell’asta qualche mese prima nello stesso anno.

Era la Milano da bere, anche atleticamente parlando. Milano era detta la “Scala” del calcio con Milan e Inter, ma c’era anche grande atletica, con dirigenti illuminati e competenti.

Moses siglò il suo primato nel corso della “Notturna”, mentre il polacco che divenne nello stesso anno campione olimpico a Mosca, volò in cielo nella Pasqua dell’Atleta. Negli anni duemila l’atletica visse sulla cosiddetta rinata “Notturna” spentasi in seguito anche quella.

Nel corso degli ultimi 4 anni nel tempio milanese dello sport si sono svolti Campionati di società, Assoluti e Campionati italiani allievi. Quest’anno a Milano è stata assegnata la finale Oro dei Campionati, ma l’Arena ha grossi problemi sulla sua vetusta pista e non può essere usata per determinate manifestazioni. Così le gare nella prossima fine settimana, dove si assegna lo scudetto dell’atletica, saranno allestite sulla pista di Cinisello Balsamo (immediato hinterland milanese).

Succede però che il giorno 17 settembre nel corso di una delle tante presentazioni di gare su strada, alla presenza di ben 4 olimpionici (Tamberi, Trost, Grenot e Straneo) l’assessora allo sport Roberta Guaineri (che si dice “esperta” e appassionata, visto che corre..) ha annunciato in pompa magna che il nuovo manto verrà rifatto in tempi brevi tra il 2017 e il 2019.

Tempi biblici, ma che sono una normalità per ogni per ogni Assessore allo Sport che s’insedia sullo scranno Sport&Turismo del Comune, qualsiasi sia il colore politico di appartenenza. Quasi un simbolo in negativo per una città che dovrebbe o potrebbe essere la numero uno dello sport, Roma permettendo. Anzi non appena la sindaca romana annunciava il suo niet olimpico (che ancora non è definitivo) da qualche parte lombarda (Regione) si è sentito parlare di Olimpiadi a Milano. Ma per favore…….

Pertanto tutti quelli che sognavano qualche meeting internazionale a Milano se lo scordino, se pensate che nel 1985 cadde sotto il peso della neve il Palindoor e non è più stato rifatto. Tirate voi le conclusioni.

P.S. Per chi non lo sapesse a Milano nel campo XXV Aprile il cosiddetto “pistino” 60 metri coperti è in costruzione da circa 3 anni!