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ZONA MISTA – Ezechiele "Lupo" Kemboi

17 Ottobre, 2016

L’ho visto correre in televisione. L’ho visto vincere arrivando in ottava corsia e saltare in braccio al secondo arrivato a Londra (Olimpiadi 2012), me l’ha descritto più volte Paolo Traversi il suo mentore. Chi? Sto parlando del mitico Ezekiel Kemboi, l’uomo delle siepi (quattro titoli mondiali e due olimpici).

Pertanto andare a Pettinengo per la 46ª edizione del Giro Podistico era quasi un obbligo, in primis con me stesso, visto che Ezekiel Kemboi era la stella annunciata da giorni. Ezzy, oppure “Ezechiele lupo”, chiamatelo come volete, è arrivato sulle dolci colline biellesi, in un giorno di pioggia (due giorni prima della gara) direttamente dal Kenia. Pioggia e tanta, tant’è che sulla cloaca massima dell’informazione e della disinformazione (facebook) qualcuno ha suggerito a Claudio Piana, l’uomo che organizza la classica biellese, “ricorda a Kemboi che a volte a Biella c’è anche il sole…”.

Il keniano è stato ospitato da una famiglia del luogo già abituata a incontri del genere, in passato aveva ospitato anche il grande Paul Tergat. Questa coppia formidabile di sportivi piemontesi si sono stupiti non di Kemboi, ma del suo accompagnatore: “assomiglia a Beppe Grillo” hanno dichiarato. Beh, qualche somiglianza Paolo Traversi con il comico/politico genovese l’avrà pure, ma lui toscanaccio, innamorato dell’atletica, forse, ripeto forse, di politica ora non se ne occupa più.

Ho tergiversato? Sì? Torno a bomba come si suol dire. Tante gare a Pettinengo, come sempre: gli allievi, i master, i più piccoli, pensate c’è pure una gara di 150 metri pure per loro. Domenica 16 ottobre il cielo era sgombro di nubi, le gare si sono dipanate in uno scenario autunnale mozzafiato circondati dalle montagne con i cucuzzoli già imbiancati. Ci si attendeva Kembia (nickname affibbiato a Ezekiel dai suoi amici), invece ha vinto un giovanissimo Jacob Kiplimo, quasi sedici anni (14 novembre) non nuovo a queste imprese, che vive in Italia in Toscana in un camp con atleti ugandesi.

Kembia si è piazzato terzo, ma ha sorriso, ha firmato autografi, ha regalato la sua maglietta a Bruno D’Alessio, organizzatore della Amatrice – Configno, ospite d’onore della gara. Tra l’altro anche i gemelli Dematteis (pure loro in gara) hanno messo all’asta le loro magliette mondiali e il ricavato è stato donato per la ricostruzione di Amatrice (4000 euro).

La prova si è corsa sulla distanza dei km 9,600 e il primo degli azzurri è stato Stefano La Rosa. Tra le donne il successo a Viola Kibiwott, keniana, mentre sul terzo gradino del podio è salita dopo tempo immemore un’italiana, Valeria Roffino, gentile donzella di Biella, amante del cross e delle siepi, proprio come Ezekiel Kemboi.

Nota a margine. Noi amanti dell’atletica ci fustighiamo sempre sulla riva del fiume. Tutti ci siamo inorriditi dell’arrivo della maratona olimpica in un sambodromo. Ma avete visto il mondiale di ciclismo a Doha? Dategli un’occhiata su youtube. Così, tanto per rincuorarci un po’.