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Xavier Chevrier

Weekend azzurro/dorato

Xavier Chevrier (Foto: Colombo)
Di: Walter Brambilla

L’Italia che corre tiene alto il blasone atletico anche nell’ultimo weekend. In primis i ragazzi e le ragazze che si arrampicano sui ripidi pendii, poco noti al grande pubblico (pochi spazi giornalistici per loro, non parliamo d’immagini televisive), ma che  non falliscono mai, onorando sempre la maglia azzurra.

Si tratta della nazionale della corsa in montagna che ha recitato sino in fondo la propria parte. Domenica è arrivata la messe di medaglie, per la montagna incantata guidata da capitan Paolo Germanetto. Facciamo di conto: due ori a squadre (donne) senior e under 20. Tra i senior (uomini) argento a squadre, e Chevier (bronzo), nelle gare juniores argento ad Angela Mettevi e Alan Cavagna, terza la formazione maschile. Le avete contate? No? Sono sette! Gradirei segnalare il ritorno in azzurro in grande stile di Valentina Belotti, così come quella di Xavier Chevrier, dopo un infortunio che sembrava non avesse mai fine e la riconferma dello scricciolo che risponde la nome di Angela Mattevi, già oro lo scorso anno, atleta che si disimpegna alla grande anche nella corsa che attraversa i prati. Il campionato continentale di Zermat (Svizzera) ha chiuso alla grande e con soddisfazione, la prima parte di stagione. Per il Mondiale si deve attendere il mese di novembre, gli azzurri voleranno nell’Emisfero Sud, a Villa de Angostura in Argentina. Tutta da scoprire pure quest’avventura in una terra assai lontana.

Alle medaglie conquistate dai nostri “scalatori” vanno aggiunte quelle degli azzurri del mezzofondo prolungato, che sono andati a vincere l’oro individuale e a squadre a Londra nella “notte dei 10mila”, più conosciuta come Coppa Europa. L’evento a Parliament Hill davanti a un nugolo di spettatori che si sono assiepati sui prati antistanti, metodo che va molto di moda ora. Yeman Crippa & Soci hanno imbastito una gara di spessore. Lui, il nostro bomber del mezzofondo, il ragazzo che non chiede mai nulla, se non di lavorare alacremente per centrare risultati al fine di arrivare nel gotha assoluto mondiale, ha stampato una bella vittoria, per lui, però amara, poiché nel mirino aveva il minimo per Doha nei dieci mila. Purtroppo i pacemakers ingaggiati non erano intonati per la messa cantata che dovevano officiare, così Yeman con il tedesco Petros, ha preso il comando delle operazioni per aumentare il ritmo. Il bronzo di Berlino ha poi piazzato una gran bella volata, come lui sa fare e chiudere in 27’49”79 (minimo per Doha 27’40”). Peccato. A Londra (20 luglio), nell’ennesima tappa della Diamond League, il trentino andrà alla caccia del primato italiano dei 5.000 m, che appartiene a Totò Antibo con 13’05”59 (1990). Bene pure gli altri compagni d’avventura Samuele Dini, El Otmani e Meucci. Molto bene pure la prova delle ragazze con Dossena, Mattuzzi, Epis, Roffino, Lonedo e Cascavilla, bronzo per loro.

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