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Il ritorno di Valeria Straneo

27 Ottobre, 2021

A lungo “corteggiata” da Paolo Germanetto, alla fine Valeria Straneo ha ceduto al richiamo della corsa in montagna: domenica l’esordio in azzurro

Coriacea. Mai doma. Amante delle corse di lunga gittata. Questa è Valeria Straneo, impegnata in questo periodo a traslocare la propria famiglia in campagna, poco fuori Alessandria, dove gli spazi per correre in libertà sono tanti. Abbiamo lasciato la maratoneta azzurra (due medaglie per i secondi posti di Mosca, Mondiali del 2013 e Zurigo, Europei 2014) dopo l’appuntamento all’interno dell’Aeroporto di Siena Ampugnano. Quel giorno di primavera si correva una maratona per cercare di realizzare il minimo per i Giochi di Tokyo. Valeria Straneo chiuse in 2h30’30”, nulla da fare, il minimo era fissato in 2h29’30”.

Quasi subito la decisione della signora di Alessandria di mettere fine definitivamente al rapporto con la maratona: “Ero stanca, intendevo chiudere la mia vita da professionista nel 2020, poi la maledetta pandemia ha modificato tutto – racconta Valeria Straneo – Quasi un anno di allenamenti senza gare mi è costato tanto, forse troppo. Così ho deciso di staccare. Avevo bisogno di aria fresca. Di correre in mezzo alla natura, senza l’assillo di un cronometro, l’ossessione di un lavoro fatto di chilometri stabiliti in partenza, di ritmi, progressioni e via cantando.  L’ho presa bene, senza troppi drammi”.

Sta di fatto che non appena il responsabile della corsa in montagna Paolo Germanetto ha saputo che l’ex maratoneta si dedicava alla corsa in natura ha iniziato un corteggiamento non assiduo, ma costante e il risultato è arrivato. Domenica Valeria prenderà il via a Chiavenna (Sondrio) in una prova della WMRA Nation Cup, novità nel mondo della montagna, specialità che ha visto l’annullamento di Mondiali ed Europei, pertanto disciplina che ha sofferto molto di più di altre.

Valeria Straneo
Mosca 2013 Campionati del mondo di atletica leggera – Foto di Giancarlo Colombo

Valeria Straneo ha accettato di buon grado di fare parte della nazionale (anche se lei stessa, manco era al corrente che fosse un impegno da maglia azzurra). Una prova in Val Bregaglia di 19 km, con 650 metri di elevazione e 1000 di dislivello negativo.

Torniamo a Valeria che prosegue nel raccontare il suo approccio con le galoppate nel verde. “Non ho mai cessato di correre, ma senza l’assillo del cronometro. Una sorta di liberazione. Sedute tutti i giorni o quasi, ma non di certo doppio l’appuntamento. Per intenderci meglio. Ho sempre corso, mi sono allenata nel vero senso del termine, solo due volte per la prova di domenica. Sono curiosa di vedere come va, anche perché 45 anni non sono pochi”.

L’atletica questa estate me la sono vista in tv: tutti e quattro (marito e due figli N.d.R) davanti alla televisione. Abbiamo fatto le ore piccole, non potevo di certo perdermi le maratone, trasmesse tutte di notte. Volevo vedere Giovanna (Epis) e Eyob (Faniel), poi ho gioito per i nostri 5 ori come tutti.

Abbiamo chiesto il parere anche di Paolo Germanetto che si è dato da fare per convincere Valeria ad indossare la maglia azzurra. Questo il suo commento: “Prima o poi ci doveva arrivare, le sue prime uscite sono state in montagna e nei cross, spero in un ritorno di fiamma. Ho avuto l’appoggio incondizionato del D.T. Antonio La Torre, aspetto con curiosità il risultato di domenica, così come sarà curiosa la stessa Valeria del suo dell’esito della sua prova”.