fbpx

Una nazionale azzurra mai vista!

02 Giugno, 2021
Foto Giancarlo Colombo

Fu vera gloria? Questo è il dubbio che può assalire qualsiasi appassionato di atletica dopo aver visto in televisione l’ex Coppa Europa ora Campionato Europeo per Nazioni, disputatosi nell’ultimo week end a Chorzow in Polonia. Manifestazione che ha visto gli azzurri salire sul secondo gradino del podio, dietro alla corazzata polacca che si è messa al collo l’oro come due anni fa. Nessuna intenzione da parte di chi scrive di andare a cercare il cosiddetto ago nel pagliaio, anzi la nostra nazionale ha espresso valori di determinazione, consapevolezza e coraggio, tre peculiarità richieste dal D.T. Antonio La Torre, che hanno permesso agli azzurri ottime prestazioni. Otto successi nelle due giornate, era un sogno quasi irrealizzabile, qualcuno ad esempio ha scritto nella rubrica il “Punto rosa”, una sorta di nota a margine su “La Gazzetta dello Sport”, a firma Giorgio Specchia, di non esaltarci troppo che a Tokyo l’unico che potrebbe andare a medaglia è Tamberi. Gli altri – e cita i nomi – al più sono finalisti, dimenticandosi bellamente della marcia, che ha sempre o quasi dato grandi successi alla nazionale. Alla faccia della competenza.
Nessuno, sia ben chiaro, si esalta. Anzi, chi conosce il D.T. sa benissimo che il prof non è uomo di facili entusiasmi, però è in grado di motivare i suoi “ragazzi”, è il suo lavoro che ha fatto e sta facendo da anni.

E veniamo ai successi inaspettati. Chi pensava che Gaia Sabbatini vincesse i 1500? Tanto per fare un esempio, oppure il volo con l’asta di Roberta Bruni, a ciò si deve aggiungere Nadia Battocletti pronta a scendere sotto i 15’ visto come sa affrontare le gare e questa non è una novità, quasi una certezza. Poi c’è pure l’altra faccia della medaglia. Gimbo Tamberi arrivato in Polonia con male a una caviglia, non salta. L’Italia parte da meno sette, nella classifica finale la Polonia vince con 181,5 punti e l’Italia a 179, pertanto se, ci fosse stata presente una riserva, il primo posto sarebbe stato alla nostra portata. Queste sono chiacchiere da bar sport, con i se e con i ma non si arriva da nessuna parte, in più si potrebbe (notare il condizionale) scrivere che vista l’assenza di Jacobs, qualche altro velocista che aveva alzato bandiera bianca eventualmente poteva annunciare la sua disponibilità per i 100 o per la staffetta.

A ogni buon conto bravi, bravissimi gli azzurri, le altre nazioni, tanto per continuare a farci del male, non hanno schierato i numeri uno, d’accordo, peggio sempre per loro, noi intanto iniziamo a mettere nel nostro palmares un secondo posto assai gradevole. Si sostiene la 4×200 stile libero nel nuoto sia la cartina di tornasole per appurare il grado di forma di una nazionale, in atletica lo stesso paragone si fa con la 4×400 sia maschile sia femminile. Secondo voi come siamo messi?
Ci si legge tra una settimana prima del Golden Gala.

Ecco i nomi di chi è salito sul podio più alto. In ordine cronologico. Alessandro Sibilio (400H / 49”70), Filippo Randazzo (lungo / 7.88-0,5), Roberta Bruni (asta / 4.45), Yeman Crippa (5000 /13’17”23, record dei campionati), Nadia Battocletti (5000 / 15’46”95), Eseosa Desalu (200 / 20”48-1,0), Gaia Sabbatini (1500 / 4’14”87), 4×400 (Re, Sibilio, Scotti, Aceti 3’02”64, miglior prestazione europea stagionale).

Leggi anche: Italia seconda nel Campionato Europeo per nazioni