Speciale Europei: Yeman Crippa regala all’Italia la prima medaglia. Solo quinto Tortu

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

Colpo grosso nella seconda giornata dei campionati continentali di Berlino l’Italia è bronzo di Yeman Crippa nei 10.000. Riviviamo i momenti più significativi nel corso della serata. Solo quinto Pippo Tortu

La giornata è stata caldissima. Nel pomeriggio la colonnina di mercurio è arrivata assai in alto, oltre i 34º. Ed anche la serata non prometteva nulla di buono sotto il profilo climatico. Due le finali interessate per i nostri colori: i 10.000 m e i 100 metri uomini. Le possibilità di salire sul podio c’erano tutte. Occorreva avere tanta pazienza. Le semifinali dei 100 ci regalavano l’esclusione di Chuck Cattaneo, e quella non attesa di Marcell Jacobs, stretto nella morsa di Hughes e Haij, due sprinter con i fiocchi e controfiocchi. Jacobs non è partito, come si dice in gergo. Non ha un avvio decente anche Filippo Tortu, che non dispiega le ali, se non negli ultimi passi. Vince in 10”12. Non bellissimo Filippo ma vincente.

Alle 8,30 de la tarde sono entrati nell’arena i diecimilisti, brutto analogismo per dire fondisti che girano in tondo per 25 volte sulla pista. Gara difficile, tantissimi pretendenti alla vittoria, nazioni infarcite di ex keniani, così tanto per non fare polemica…. Partenza abbastanza veloce e davanti si alternavano i vari Ozbilen, Wanders, Arikan, con il nostro Yeman Crippa nascosto attorno alla dodicesima posizione. Poi lentamente, da fondista consumato, con la sua corsa caracollante, poco dispendiosa si è portato tra i primi, dimostrando un grande acume tattico. Da grande esperto della distanza lui che in realtà i 25 giri li ha digeriti solo due volte. La sua proverbiale volata si è estrinsecata negli ultimi 100 metri andando a cogliere un bronzo alle spalle del favorito transalpino Amdouni (28’11”22) e del naturalizzato belga Abdi Bashir (28’11”76) Yeman Crippa (28’12”15).
Ventuno anni, grande protagonista nei cross dimostra tutta la sua classe anche in pista. Ora l’attende la gara più corta i 5000, dove i grandi protagonisti sono i fratelli norvegesi Ingebritsen.

Yeman Crippa coglie il bronzo come Daniele Meucci a Barcellona nei 2010, come Stefano Mei nel 1990 e come Cindolo nel 1974 a Roma. La tradizione azzurra nei 10.000 è stata rispettata. Per i deboli di memoria ricordiamo i successi di Antibo a Spalato ’90 di Mei ’86 e di Cova ’82. L’argento lo aveva conquistato nel 2012 Meucci a Helsinki.
Per gli amanti dei numeri ecco i passaggi intermedi: 2’47”28 (1000), 8,27”72 (3000), 14’08”93 (5000).

Segnalo anche il sontuoso 10”85 della britannica Asher Smith nei 100.

Alle 21,50 i bandelirroros sono i velocisti. Finale da leccarsi i baffi, ma Pippo non ha messo le ali, questa volta le ha tenute nascoste. E pensare che l’annuncio dell’assenza del francese Vicaut (miglior tempo in semifinale) aveva fatto sperare oltre il lecito, chi scrive. Dopo una stagione passata a “doppiare” alla grande i 100, leggi Savona e Madrid con tanto di 9”99, ci si attendeva il bis questa sera. Traduzione un cento due ore prima della finale. Nessuno pretendeva la vittoria ma un posto sul podio quello sì. Vince, invece, il favorito Zharnel Hughes (antillano che batte bandiera britannica) in 9”95 sul connazionale Prescod 9”96il turco Haji 10”01. Pippo non si butta neppure sul traguardo, così raccoglie solo un “misero” quinto posto, in 10”08, in un cento più veloce di sempre in un campionato europeo. “Ho visto gli altri davanti negli ultimi metri ed ho mollato, non si fa sono deluso con me stesso”. La tosse? Lasciamo perdere, quella non ha nulla a che vedere con la mia sconfitta”.

Ad ogni buon conto non facciamone un dramma. Domani è un altro giorno!

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