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Speciale Europei: Chiappinelli bronzo nelle siepi, seconda medaglia azzurra

Di: Walter Brambilla

E’ L’Italia che corre che tiene a galla, almeno per ora, la spedizione azzurra a Berlino. Ci ha pensato uno scricciolo che si chiama Yohannes Chiappinelli a mettersi al collo la medaglia di bronzo nelle siepi. Originario di un villaggio vicino ad Addis Abeba, pertanto stesse origini di Yeman Crippa. Si era sempre messo in luce nelle campestri e si era capito che tramutarsi in saltafossi sarebbe stato il suo futuro.
Dopo una buonissima prova in semifinale, nella finale Chiappinelli si è accorto che il ritmo era sonnacchioso. Così dopo un chilometro ha preso la testa per cercare di tirare il collo agli altri finalisti. A 4 giri dalla fine ha fatto vedere tutto il suo coraggio, prendendo decisamente il comando; molto buono il suo passaggio sulle siepi, fluido, senza incertezze. Poi nell’ultimo giro ha subìto la rimonta e lo classe infinita del francese Mekhissi Benabbad (8’31”76) e dello spagnolo Carro (8’34”16).

Yoghi, così Chiappinelli è chiamato dagli amici, ha retto sino alla fine conservando il terzo posto (8’35”81). Sorpreso alla fine l’allievo di Maurizio Cito: “Non ci credo ancora, ho visto che i francesi (c’era anche Kowal nel gruppo dei finalisti) si guardavano, così ho deciso di andarmene. La dedica? A me stesso e al mio tecnico che mi segue da 10 anni”.
Dopo Panetta, Lambruschini, possiamo finalmente contare su di un nuovo mezzofondista che farà il paio con Crippa.

Altra finale con un azzurro in evidenza, i 200. Giù il cappello signori davanti a Faustino Desalu. Sesto ieri sera dove il campione mondiale di Londra 2017 l’azero Ramil Gulyev ha fatto tremare il primato europeo che appartiene ancora al nostro Pietro Mennea con 19”72. Il velocista che ora gareggia per la Turchia ha disegnato una curva perfetta, aiutato da una bava di vento (+0,7) chiudeva con un portentoso 19”76, forse il miglior risultato tecnico fino a questo momento. In sesta si piazzava Faustino Desalu, 24 anni di Casalmaggiore, velocista che con il 20”13 diviene il secondo miglior italiano di sempre: nostro connazionale dal 2012, ha corso i tre turni dei 200 e si è sempre migliorato. Non si è fatto impressionare dai nomi più blasonati di lui, ha corso con il cuore dimostrando di essere il futuro (con Tortu) della specialità. “Non pensavo di migliorarmi, dice subito dopo la gara, la mia partenza non è stata delle migliori, ma non mi sono fatto impressionare da Gulyev che avevo a sinistra. Prometto di arrivare al meglio nei prossimi appuntamenti”.

Bene anche “Gimbo” Tamberi con 2,25. In finale promette di fare meglio. A casa Fassinotti (2,21) con un problema a un piede. La delusione arriva da Libania Grenot (51”54) nei 400 che dopo avere dichiarato che avrebbe fatto fuoco e fiamme, si è arresa in semifinale così come la Chigbolu. Spettacolo finale nel giavellotto con Rohler (Ger) 89,47 e Wahrlom (Nor) nei 400hs in 47”64.

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