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Nike Air Zoom Tempo Next%

Provate per voi: Nike Air Zoom Tempo Next%

Di: Filippo Pavesi
“Le Nike Air Zoom Tempo Next% sono scarpe preziose, veloci e originali, ma sono adatte soltanto ad atleti con piedi forti e biomeccanica efficiente. Sono concepite per l’allenamento dei runner che gareggiano con le super-scarpe con plate in fibra di carbonio”. Vediamo nei dettagli i motivi del giudizio del nostro esperto di scarpe da running.

Grazie alla disponibilità di Nike Italia, ho avuto il piacere di provare in anteprima le nuove Nike Air Zoom Tempo Next%, che l’azienda definisce “La nostra scarpa più veloce per le corse di allenamento”.

La Nike è tornata prepotentemente alla ribalta del running dal 2017, anno di “Breaking 2”, il primo tentativo di abbattere il muro delle 2 ore sui 42 Km. Da allora, si è ri-focalizzata sulla mission originaria (fare scarpe per gli atleti), infatti ha sviluppato una serie di scarpe per l’elite del running, da Eliud Kipchoge in poi.

Le Air Zoom Tempo Next% (199 €), sono una di queste e si pongono al vertice delle prestazioni e del confort, ma non sono certo scarpe adatte a chiunque. In particolare, queste Tempo sono il primo tentativo Nike di fare una scarpa da training impostata su concetto e geometria simili alle super-scarpe da gara, quelle equipaggiate con intersuola iper-elastica e plate in fibra di carbonio, riconoscibili dall’appendice posteriore appuntita, intesa a ridurre la resistenza alla penetrazione nell’aria. 

Le parti in dettaglio

La prima cosa che salta all’occhio, rispetto alle scarpe da running normali, è la maggiore altezza da terra: su quelle taglia 12 US, messe a disposizione per il test, ho misurato 41 mm sotto i metatarsi e 51 mm sotto il calcagno con un peso di 298 grammi, (mentre la Nike dichiara 40 e 50 mm, e 252 grammi, per la taglia centrale 9 US).

Si tratta quindi di misure considerevoli, ma di 1 cm in meno rispetto all’altezza delle Air Zoom Alphafly Next%, le più evolute fra le Nike da gara su strada, derivate da quelle indossate da  Kipchoge per frantumare il muro delle 2 ore a Vienna.

Queste Tempo condividono con le Alphafly buona parte del disegno di suola ed intersuola, con una base di molto rastremata al mesopiede, piuttosto stretta e lunga nel posteriore aggettante, e considerevolmente più larga solo all’avanpiede. La vista laterale mette in evidenza anche l’assenza di contatto con il suolo di buona parte del mesopiede, con la differenza che nella Tempo c’è anche una breve zona di contatto pre-metatarsale, che invece manca sulla Alphafly.

Intersuola – Comune ad entrambe le scarpe è l’intersuola, stampata in due strati di morbido Pebax espanso ZoomX, ma nella Tempo essa è integrata posteriormente, da un più resistente cuneo React (Eva+gomma espansa). Sotto le teste dei metatarsi di entrambe sono inseriti due cuscinetti tensili Zoom Air, mediale e laterale, indipendenti. Sopra di essi appoggia il plate in nylon, che prosegue davanti e dietro, a sandwich fra due strati ZoomX, per poi avvicinarsi progressivamente al tallone. Una differenza -non da poco- è che sulla Alphafly il plate è in fibra di carbonio, che è molto più rigido ed elastico.

Suola – La suola, in gomma di media densità, con un efficace rilievo organico in rilievo, copre l’intero avanpiede, formando due soffietti elastici (con sezione ad U) intorno ai cuscinetti Zoom Air, integrata da due spicchi posteriori indipendenti, posti ai lati del tacco appuntito.

Tomaia – La tomaia Flyknit, semitrasparente,  è intrecciata con fibre anti-allungamento, mentre non esiste la classica linguetta, sostituita un manicotto continuo: sul dorso del piede, la maglia diventa elastica e i lacci si infilano direttamente in apposite asole della maglia, formando un’allacciatura asimmetrica. Un occhiello sul tallone aiuta a infilare la scarpa. All’interno del mesopiede, una fodera in microfibra traforata evita possibili abrasioni, mentre due piccoli cuscinetti imbottiti avvolgono il tallone.

Calzando queste Tempo, Il mio piede (cavo e piuttosto largo) è stato perfettamente supportato, apprezzando l’eccezionale sostegno fornito dalla tomaia, molto aderente. Così si compensa, in parte, lo scarso sostegno fornito da suola e intersuola. In pratica, i lacci diventano parte integrante della maglia, permettendo giusto di tensionarla un po’ di più, se risulta necessario. Nell’insieme ho trovato un’ottima comodità, salvo ai lati delle unghie, dove la forma appuntita di queste Nike aerodinamiche risulta avere uno scarso volume.

Il comportamento su strada

Si nota subito che l’intersuola Zoom X abbina una notevole elasticità ad una bassa portanza, mentre i cuscini anteriori Zoom Air hanno una portanza maggiore, così il tallone affonda, andando ad assumere un assetto piuttosto piatto. Pertanto, soprattutto se non si ha già esperienza di corsa con scarpe simili, è necessario un certo rodaggio, prima di abituarsi alla sensazione di molleggio continuo.

Quindi, correndo a bassa velocità, l’effetto è di stabilità scarsa, mentre, aumentando la velocità, la situazione migliora progressivamente, dando l’impressione che la morbida intersuola lavori meglio man mano che la aumenta la sua compressione. L’avanpiede non si flette, ma la sua accentuata curvatura permette un’agevole translazione fino allo stacco da terra. A contatto con il suolo, la particolare suola in gomma emette un sonoro rumore, facendo sembrare chi le indossa un animale al galoppo, udibile a buona distanza. Nella pratica, correre con queste scarpe risulta decisamente confortevole, si rimbalza con un’ammortizzazione extra-lusso, molto più piacevole rispetto alle Nike Pegasus 37 (tutto OK, considerando che costano quasi il doppio) e a molte altre scarpe.

Pur tenendo conto delle tante variazioni possibili (dipendenti dalle caratteristiche e dalla biomeccanica di individui diversi), potrei dire che -indicativamente- si può correre apprezzandole anche ad andature intorno ai 5’ / Km. Tuttavia, non sono certo scarpe concepite per questo uso, dato che il loro comportamento migliora progressivamente all’aumentare della velocità, per arrivare a dare il loro meglio ad andature intorno ai 3’ 30’’ /  Km (e sotto, per chi ci riesce !).

D’altro canto, devo dire che, da una scarpa di questo livello, mi sarei aspettato una risposta elastica più pronta, con una base di spinta più solida. Peraltro, andando ad analizzare i suoi componenti, si evidenzia che il contributo fornito dal plate in nylon montato sulla Tempo non è paragonabile a quello dei plate in fibra di carbonio, montati su altre super-scarpe (non a caso: il modulo elastico della fibra di carbonio è oltre 7 volte maggiore di quello del nylon – NdA). Il che si spiega con il fatto che, nella Tempo, la funzione essenziale del plate è quella di fare da ponte sopra i cuscinetti Zoom Air, andando a colmare gli adiacenti vuoti dell’intersuola.

Infine, come un’apprezzata sorpresa, ho avuto anche modo di sperimentare quello che io ritengo essere il maggior pregio di queste preziose scarpe: dopo la corsa, diventa ben percepibile una sensazione di stanchezza ridotta (rispetto a quando si corre con tante altre scarpe), importante caratteristica, per la quale queste Tempo si collocano ai primi posti in assoluto, in compagnia di alcune scarpe maxi, di massa ben superiore.

In conclusione

Le Nike Air Zoom Tempo Next% sono scarpe preziose, veloci e originali, ma sono adatte soltanto ad atleti con piedi forti e biomeccanica efficiente (non agli iper-pronatori, e neanche ai piedi un po’ piatti, che potrebbero non trovare sufficiente spazio -e supporto- al mesopiede). Sono concepite per l’allenamento dei runner che gareggiano con le super-scarpe con plate in fibra di carbonio (Alphafly, Vaporfly, FuellCell RC, EndorphinePro, Hyperion Elite, CarbonX etc. …), rispetto alle quali possono costituire una valida alternativa, impostata con un assetto simile, ma più dissipativa e meno reattiva, più duratura e un po’ meno costosa. 

D’altro canto, agli atleti che vogliono fare tanti chilometri in sicurezza, ma necessitano di un maggior supporto al mesopiede, e/o di maggiore stabilità, consiglio di puntare sulle Nike React Infinity Run (159 €), che, oltre ad altri vantaggi, sono fra le scarpe più sicure oggi disponibili, o comunque su altri modelli più strutturati.

Nike Air Zoom Tempo Next%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ai lettori

Peso 75 Kg, sono alto 182 cm. E’ possibile che podisti di peso diverso e/o con un diverso stile di corsa, o taglia diversa, percepiscano sensazioni differenti. L’adattamento indicato, relativamente a morfologia, biomeccanica e uso (essendo soggettivo) è il mio, personale, che probabilmente risulterà diverso per altri.

Ho corso con le Nike Air Tempo Next%, fornite gratuitamente per questo test da Nike Italia, nella taglia 12 US, ma non esistono vincoli tali da condizionare l’indipendenza dei pareri forniti.

La scheda 

Nome: NIKE AIR ZOOM ALPHAFLY NEXT%
Categoria: running performanti
Peso: g 210
Prezzo: euro 302,00 

Informazioni tecniche

Tomaia realizzata senza cuciture, in AtomKnit trattata a vapore con protezione interna sulla punta e rifiniture termosaldate.
Allacciatura tradizionale con linguetta integrata.
Intersuola in schiuma Nike ZoomX con doppia unità ammortizzante Zoom Air nell’avampiede e con piastra Flyplate in fibra di carbonio a tutta lunghezza. Differenziale 4 mm (35/39).
Suola in gomma resistente all’abrasione nella parte anteriore. 

Indicata per l’atleta con appoggio neutro. 

Note del produttore: indossata da Eliud Kipchoge (primo uomo a concludere una maratona in meno di due ore) a Vienna. 

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