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Nadia Battocletti, l’azzurra più completa del mezzofondo azzurro

24 Novembre, 2021
Foto Giancarlo Colombo

Determinata, sicura, convinta. Questi tre termini sono appropriati per identificare Nadia Battocletti, non più speranza, ma carta sicura del nostro mezzofondo in chiave internazionale.
Il suo settimo posto ai Giochi olimpici di Tokyo, sono stati una sorta di cartina di tornasole, di tutto l’impegno e lo spirito di abnegazione che Nadia ha profuso nella corsa.

Certo il dna ha il suo valore. Mamma Juwara e babbo Giuliano le hanno dato in dote cromosomi di un certo interesse, che lei ha però forgiato unendo passione e voglia di soffrire, come tutti quelli che amano sporcarsi nel fango, correre nel verde a perdifiato, inanellare giri su giri cronometrati in pista.

Nadia Battocletti: pista e università

Oltre all’atletica, Nadia unisce lo studio universitario (15 gli esami dati in facoltà, ovvero tutti quelli in programma) in ingegneria edile con indirizzo in architettura, dove frequenta il terzo anno, dei 5 in previsti per laurearsi.

L’abbiamo sentita poco prima di cena, era appena uscita dall’Università di Trento, città dove abita. “L’impegno universitario copre quasi tutta la mia giornata dalle 8,30 sino alla 19,30. Mi alleno al mattino presto alle 6,30 e la sera, sempre sotto lo sguardo attento di papà che mi segue in bicicletta.

Dopo il cross di Atapuerca (Spagna) di inizio novembre avevamo in programma un’altra uscita in terra iberica, domenica scorsa al cross “italica” di Siviglia, poi ci abbiamo ripensato, abbiamo preferito continuare negli allenamenti in vista degli Europei di Dublino a metà dicembre”.

Due titoli continentali per Nadia Battocletti (Tilburg 2017) e Lisbona (2019) tra i prati, specialità che ha sempre amato e affrontato con grande impegno. “In questi giorni, d’accordo con la federazione – prosegue Nadia Battocletti- non prendo parte al raduno con i probabili azzurri a Tirrenia, ho preferito lavorare a casa“.


Lavori specifici?

Non in particolare, specie al mattino presto i lavori frazionati non sono di certo indicati, si va in progressione, senza guadare troppo il cronometro: salite, discese e variazioni sono una sorta di colazione mattutina e anche cena serale (dopo le 19,30) da digerire”.


Dopo Dublino come evolverà la sua stagione?

Le corse campestri, in primo luogo, poi dovrei essere tra le protagonista della Bo Classic d Bolzano del 31 dicembre”.

La stagione in pista la prossima estate si concentrerà su due manifestazioni: Mondiali di Eugene e Europei di Monaco, se le chiedessero di concentrarsi solo sui campionati continentali tedeschi, dove la possibilità, non solo di salire sul podio, ma di ambire a qualcosa di più grande ci sono, lei cosa risponderebbe?
Una gara non esclude l’altra, sono impegni ravvicinati”.

Risposta secca, decisa, come il suo modo di intendere l’atletica!

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