fbpx

Silenzio, parla Sir Sebastian Coe (Presidente della Iaaf)

04 Ottobre, 2019
Foto Giancarlo Colombo
Prima di dedicare spazi alle semifinali dei 1500 donne e uomini e alla finale del “giro della morte” in rosa, un paio di considerazioni su quanto ha dichiarato in conferenza stampa Lord Sebastian Newbold Coe, barone Coe di Runmore, presidente della Iaaf (rieletto per i prossimi quattro anni, unico candidato). Sebastian Coe, due volte campione olimpico: Mosca (’80) e Los Angeles (’84) ha detto che l’atletica deve essere svecchiata, più social, più agile, che avvicini i giovani. Ha ricordato che atleti che giostravano con lui in pista adesso sono commentatori televisivi a bordo campo. L’atletica deve essere rilanciata e portata fuori dagli stadi. Ha fatto riferimento a Zurigo con l’asta nella Stazione Ferroviaria. Tutto deve essere più agile e veloce, tant’è che i Meeting della Diamond League, del prossimo anno non dovranno durare più di 90’ (tanto quanto una partita di calcio).
Sebastian Coe non considera sbagliata l’idea di organizzare un Mondiale in terre sconsacrate (atleticamente parlando) come appunto a Doha in Qatar a temperature impossibili. Ancora: ”Abbiamo organizzato il Mondiale in Qatar, speravamo che dai paesi vicini arrivasse con un 40’ di volo degli spettatori, poi la questione politica in Medio Oriente ha rovinato tutto”. Questo per chi scrive è assai opinabile, poiché la questione mediorientale è da sempre nelle problematiche dell’Onu e della politica mondiale. Spiace sentire un commento simile, specie da chi era stato in Parlamento inglese, sponda conservatori. Chi scrive può aver apprezzato le presentazioni delle finali, per le riprese tv le innovazioni erano semplicemente ridicole, come i primi piani degli atleti sui blocchi e non magari le riprese dei salti con la telecamera posta anche di lato e non dietro o davanti! Ci si ferma qui, si segnala anche questa sera al Kalhifa Stadium vuoto… esaurito!
La gara della gare della serata, indubbiamente i 400 donne vinti dalla rappresentante del Bahrein, Saiwa Ed Nasser con una corsa sontuosa, con classe, grinta, determinazione, potenza e scioltezza nel gesto tecnico, chiudendo in un formidabile 48”14 (terzo tempo di sempre, dietro a Koch 47”60/Camberra ‘95 e Kratochvilova 47”99/Stoccarda ’93). Incredibile anche il secondo posto della bahamense Miller Uibo 48’37, mentre il marito, l’estone Uibo si batteva nel decathlon.
Nel mezzofondo accedono alla finale dei 1500 donne la favoritissima Hassan, già oro nei 10 mila, che tenta una doppietta mai provata prima, in finale se la giocherà con Muir e Simpson uniche di pelle chiara che, forse, a distanza potranno piazzarsi, oltre alle solite africane. Nelle batterie uomini della stessa distanza nessuna grossa sorpresa tutti i favoriti passano il primo turno.