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Cronaca della maratona mondiale. A mani vuote

06 Ottobre, 2019
Foto Giancarlo Colombo

Ore 23,15 (ora italiana, non di Doha) accendo il televisore. C’è la maratona mondiale. Guida un atleta con la maglia rossa a strisce verticali Ayala. Chi è costui? Vado a vedere la starting list. Paraguaiano personale di 2h10’27”realizzato quest’anno. La solita fuga bidone? Staremo a vedere. Intanto Massimo Magnani presente sul tracciato dice che il caldo è meno asfissiante e l’umidità pure. Alle spalle del carneade gli altri sono lontani. Dopo 12 km dietro ad Ayala il gruppo ritorna sotto. Al quinto chilometro era passato in 15’06” con 1’ esatto di vantaggio sugli inseguitori, al decimo 30’40” sempre con un minuto sulla muta chi pretendeva di raggiungerlo, tra questi Rachik, a 1’15” Meucci a 1’20” Faniel. Ayala prosegue imperterrito, si odono i suoi passi sull’asfalto della “Corniche”, il lungomare di Doha che queste sere è divenuto un luogo frequentatissimo di marciatori e maratoneti che forse mai da queste parti si sono visti. Al 15º km il vantaggio è sceso a 57”, si muove da dietro Zersenay Tadese eritreo molto noto, 4 volte campione del mondo di mezza maratona. La festa di Ayala termina al 20° km, cinque nerissimi africani con Tadese davanti lo agguantano. Ayala si ferma, si siede sul marciapiede. Gli scatenati africani 1h05’56” con Tadese Desisa. L’azzurro Rachik tiene con 1h06’18”. Faniel dietro, Meucci si becca 2’12” alla mezza!

Mi sa tanto che anche stasera restiamo a mani vuote. Traduzione: medaglie zero. I ricordi di olimpici di Bordin e Baldini si affievoliscono sempre di più, sono ricordi indelebili ma ricordi, non riproponibili, chissà per quanto tempo! Rachik bergamasco di Castelli di Caleppio al 23º transita 11º. Faniel è lontano, troppo! Al 25ª km Kirui (campione uscente) è al comando con Kipruto, Geremew (Eth), Tadese (Eri), Desisa (Eth) e Mokoka (Saf) 1h17’38”, Rachik 1h18’’11. Facciamoci coraggio! I battistrada sono maratoneti di grande vaglia, occorre segnalarlo! Stasera non si vedono crolli, come nella marcia o nella maratona donne, molto meglio, anche se la colonnina di mercurio è stabilmente sopra i 30 gradi. In testa si guardano, qualcuno scambia qualche parola con l’altro. Al 30º i battistrada passano in 1h33’13. Rachik a 25”. Dopo aver condotto per lunghi tratti, tenuto alto il ritmo, Tadese si stacca. Si tifa alla grande per Rachik.

La notte sulla “Corniche” non è finita! Il finale si prospetta interessante. Si arriva al 35 km: Mokoka 1h48’48” e gli altri in una manciata di secondi. Il bergamasco Rachik, decimo a 41”. Il primo dei non africani è il britannico Hawkins a 17” che pare in buona rimonta. Lungo il percorso non si scorge assolutamente nessuno, la maratona nel vuoto assoluto. Il che ha dell’incredibile! Quasi quanto si era visto al Mondiale di ciclismo un paio d’anni fa. Tadese si è ormai staccato. In quattro davanti: al 37º, si tifa per Hawkins, ve lo immaginate un Europeo che vince il mondiale di maratona? Sarebbe bellissimo! Hawkins raggiunge i battistrada. Adesso si fa più interessante. 40km: 2h04’24” per i cinque. Hawkins mena la danza. Lo scozzese pigia sull’acceleratore, se ne stacca solo uno, il sudafricano Mokoka. La benzina del pallido britannico però finisce, la zona medaglia sfugge. Ultimo chilometro della maratona mondiale e i due etiopi se ne vanno: sono Desisa e Geremew. Lunga volata dell’uomo di lingua amarica e vince in 2h10’40”, balla Desisa non come Bikila a Tokyo ‘64 che si mise a fare esercizi ginnici subito dopo l’arrivo tra lo stupore del pubblico, ma dimostra tutta la sua freschezza. Secondo Geremew a 4”. Festa etiope. La nazione pigliatutto. Terzo il keniano Kipruto (2h10’51”) quarto lo scozzese Hawkins (2h10’57”). Yassine Rachik è 12° in 2h12’41, Eyob Faniel 15º in 2h13’57”. Meucci ha conquistato la via degli spogliatoi anzitempo. Confermo a mani vuote.