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Mondiali di atletica a Londra: si parte

03 Agosto, 2017
Getty Images

Come si dice in gergo: “Ora le chiacchiere stanno a zero”. D’accordo sarà un termine poco elegante, una sorta di slang televisivo, ma rende bene l’idea. Si alza il sipario. Che la festa cominci! Che i giochi atletici siano un inno alla gioia della disciplina che affascina molti nel mondo! Retorico? Ebbene sì. Questa volta ho voluto scrivere questo incipit per annunciare i Mondiali di atletica a Londra, alla stregua di un evento planetario. Saranno gli ultimi di sua maestà Usain Bolt, l’hanno scritto, riscritto, annunciato, sventolato tutti e allora lo diciamo anche noi.

Tutti hanno già scritto, riscritto, annunciato, sventolato che il suo successore sarà il sudafricano Van Niekerk, d’accordo, lo siamo anche noi. Per ora, però, nessuno ha osannato all’eventuale doppietta di Mo Farah, il britannico nato a Mogadiscio, che ha già tante di quelle corone in testa che solo il grande Usain lo batte. Farah farà, notare il bisticcio in termini, i cinque e dieci mila. Aprirà lui le danze, la prima finale saranno i suoi 25 giri di pista, aspettiamoci già dei fuochi artificiali con botti stratosferici, anche perché gli africani cercheranno di stringerlo in una morsa mortale.

Mondiali di atletica: gli azzurri

Veniamo a noi. L’Italia vestirà un azzurro pallido, purtroppo, ma è così, i nostri alfieri, bravi finché volete, ambiscono a passare almeno un turno, in qualsiasi specialità (escluse marcia e maratona of course… scusate l’inglesismo ma visto che le gare iridate si disputano nella terra d’Albione, ci si adegua).
Le nostre punte sono: Antonella Palmisano (marcia 20 km) e Gianmarco Tamberi (alto). La prima, forte di una vittoria in Coppa Europa e un quarto posto olimpico, nutre grandi ambizioni, mentre “Gimbo” ha dalla sua l’arma della temerarietà, della spregiudicatezza, che unita alla classe e la voglia di tornare a grandi livelli, lo potrebbe far proiettare sempre più in alto. Per chi scrive, è una grande speranza, per le certezze ci si adegua.

Il resto, inteso come azzurri, è difficile districarsi se non nei nuovi italiani, come Ayomide Folorunso, come Yunesti Santiusti, e nella Santa Marcia, dove pur non avendo grandi punte, esclusa Antonella Palmisano, si spera in una risurrezione di Eleonora Giorgi, mentre la maratona soffre eccome. Niente donne, tra gli uomini l’Italia schiera Daniele Meucci e Stefano La Rosa. Inutile dire che il movimento, nonostante i numeri, soffre da morire, come lo furono gli statunitensi anni fa, ma loro alla fine qualche rimedio lo hanno trovato, anche nel mezzofondo prolungato.

Mondiali di atletica: il programma

Dieci giorni di gare. Una scorpacciata di ore in tv (Rai ed Eurosport). L’ultimo giorno guardate con attenzione il programma gare e vi accorgerete che tutto o quasi è dedicato alla marcia. Si parte con la 50 Km (uomini e donne) e sì, donne con la cervellotica idea della Iaaf (di pochi giorni fa di aprire anche alle donne. Partiranno in sette in contemporanea con i maschi, poi la 20 femminile e la 20 maschile.

Intanto si parte con Bolt. Sabato sera la grande finale dei 100. L’ultimo atto.