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Mondiali di Doha: maratona bollente

Di: Walter Brambilla

La dichiarazione di Sara Dossena dopo il ritiro nella maratona mondiale di Doha, sono il sunto di quanto in parecchi sostenevano, in altre parole non si può correre in una situazione simile una gara lunga. “Non mi sono ritirata per il problema al piede, mi sono fermata per il caldo, è incredibile questa è una gara al massacro”. Poche e sincere parole della maratoneta bergamasca, fermatasi anzitempo, prima del 15º chilometro, neppure a metà maratona.

Sara Dossena era arrivata a Doha con un problema a un dito del piede, annunciato in conferenza stampa dal DT La Torre. Sin dalle primissime battute di gara si paventava che Sara potesse conquistare la via degli spogliatoi per questo fastidio che da qualche giorno la tormentava, invece, lei stessa, ha attribuito la sua defaillance alle condizioni atmosferiche sul lungomare do Doha (tanto per intenderci all’una di notte il termometro segnava 30,9 gradi, brezza di 8 km umidità relativa 75%). Il tutto confermato dal suo tecnico Brassini. La botta finale la dava il DT La Torre che ammetteva che le condizioni erano peggiori di quelle si potessero pensare, come se la maratona fosse più lunga di 4/5 chilometri, visto alla velocità che andavano le battistrada. Atlete che viaggiano in maratona a 3’15”/3’20” al km correvano in 3’40”e oltre.

Dunque una gara ad eliminazione, con quattro figlie dell’Africa nera davanti le keniane Kiplangat e Chepngetich, la burundiana Chelimo e la namibiana Johannes, più staccata la campionessa europea dei 10 mila l’israeliana Salpeter, poi ritiratasi. Così come la seconda azzurra Giovanna Epis, attorno al 29º chilometro. Vince Ruth Chepngetich con un crono 2h32’43 che verrà ricordato in senso negativo (peggio di quello siglato a Osaka nel 2007 poco oltre le 2h30’),  davanti a Rose Chelimo (Barhein) 2h33’47, terza la namibiana Johannes 2h34’15”, quarta l’ex regina della maratona mondiale Edna Kiplangat (Ken) 2h35’36”.

Su 68 partenti si sono ritirate in 25 (dato ricavato al 40ª km). Si è corso sul lungomare della capitale del Qatar con un percorso di andata e ritorno da ripetere più volte con buona pace dei puristi della specialità che un tempo sostenevano che il percorso ottimale era di 21 km andata e ritorno e senza i nebulizzatori che in ogni maratona la caldo che si rispetti, vengono piazzati lungo il tracciato.

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