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L’estate sta finendo…

L’estate sta finendo…

07 Settembre, 2022
Foto FIDAL/Francesca Grana

Che stagione è stata, atleticamente parlando? Questo è un interrogativo che ci si pone alla fine dell’estate, il giorno delle finali della Diamond League di Zurigo.

Intanto sarà bene ammettere che la stagione è stata lunghissima, con due appuntamenti ravvicinati: Mondiali ed Europei, oltre ai meeting internazionali e nostrani. Questo accadrà anche nel 2024, che oltre ai Giochi di Parigi, avremo l’anticipazione con gli Europei che si svolgeranno a Roma nel mese di giugno. Intermezzo la prossima estate a Budapest (Mondiali).

Ora si tratta di tirare qualche conclusione. I mostri sacri dello scorso anno, leggi Tamberi e Jacobs, nel bene o nel male la loro parte l’hanno fatta con i dovuti distinguo, così come Massimo Stano l’unico che si è ripetuto a livello mondiale. Il flop l’ha fatto la 4×100 sia a Eugene che a Monaco, scatenando un mare di polemiche. Fermi da tempo i concorsi, leggi giavellotto e disco, si aprono scenari diversi con il lancio del martello, leggi Sara Fantini e la “nipote” d’arte Rachele Mori, oro ai Mondiali u20 di Cali in Colombia. Nei salti in estensione i canguri Della Valle, Ihemeje e Bocchi promettono bene, così come occorre lasciare maturare Larissa Iapichino nel lungo.

Fa piacere sottolineare il risveglio nel mezzofondo veloce dove Pietro Arese con 3’35”00 (1500) fa sognare, visto la sua giovane età e il grado di sfrontatezza dimostrata in quasi tutta la stagione, compresa quella sotto tetto. Eccellente la stagione di Yeman Crippa culminata con un oro e un bronzo europeo nei 10 e nei 5 mila. In campo femminile Elena Bellò e Gaia Sabbatini garantiscono un discreto futuro, sempre in rosa mettiamo in saccoccia un bronzo nella 4×100 che è tutt’altro che da buttare, velociste sempre abbastanza attive con Zaynab Dosso che sogna, di battere l’annoso primato di Manuela Levorato di 11”14.

Agli amici lettori interessa e molto sapere di distanze più lunghe: la maratona, dove quest’anno qualche lacrima si è dovuta versare. Assenti, sì avete letto bene, ai Mondiali. Nessuna convocazione. Presenti in forze per conquistare una medaglia a squadre a Monaco, dove, dopo aver fatto fuoco e fiamme la nazionale italiana è quasi colata a picco. Assente Eyob Faniel (infortunio), si puntava sulla coppia degli ingegneri Daniele Meucci e Iliass Aouani. I due azzurri hanno impresso alla gara un certo ritmo per poi affievolirsi nel finale. Non occorre ora ricordare ciò che è avvenuto in Baviera, sta di fatto che la maratona sia maschile che femminile deve essere ripensata. Non vi piace questo termine? Ricostruita.

Il DT Antonio La Torre sostiene che Auoani e Faniel sono punti fermi, l’ossatura della squadra. Non sta a chi scrive ribadire il contrario, anche se prima di esserne certi sarebbe necessario vedere all’opera in determinati contesti i due maratoneti. Pare ci sia lo sbarco sui 42 km e rotti di Yeman Crippa, anche in questo caso, occorre molta prudenza. Il medesimo discorso va fatto in campo femminile, dove siamo ancora più scoperti. Ad ogni buon conto ottima la prova di Giovanna Epis a Monaco, ma dietro di lei?

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