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L’atletica che vince

Di: Walter Brambilla

Quando si può scrivere di un’atletica vincente, urge prendere la palla al balzo.
Il perché è presto detto: lo scorso fine settimana in Patagonia, sì avete letto bene, dall’altra parte del mondo, in Argentina, si sono disputati i Mondiali di corsa in montagna. Nella località Villa de Angostura chiamata da quelle lande “Angolo Vip della Patagonia argentina”, definizione che chi scrive l’ha potuta trovare sul “Gaucho News”, pubblicata in data 31 maggio 2018.
Sul sito web si scrive che la località ha la bellezza di undicimila abitanti con un’architettura in stile alpino, fondata negli anni trenta da austriaci, tedeschi e bellunesi, non è distante dalla più nota Bariloche. Ci si ferma, “Zona Mista” non è una guida turistica, pareva però opportuno segnalare la posizione geografica dove i nostri azzurri sono andati a far man bassa di medaglie ai mondiali con salite e discese.

I “Germanetto boys and gilrs” anche questa volta hanno lasciato il segno. Sabato Angela Mattevi, uno scricciolo della Valle di Cembra, di ancora 19 anni, spigliata nell’esprimersi e nel proporsi si è messa l’oro al collo nelle Under 20. Nel corso dell’estate era già stata argento agli Europei di specialità e sa districarsi alla grande anche nel cross (unica azzurra, insieme a Nadia Battocletti, convocata ai Mondiali del marzo scorso).

A Villa de Angosturae, sotto una fitta pioggia, ha sfoderato un magnifico sorriso sul traguardo, di quelli da ricordare. Non è detto, stando alle sue dichiarazioni, che non compaia domenica al cross di Osimo. Gli Europei di Lisbona possono essere un approdo importante per la giovane trentina.

Oro a squadre tra le fanciulle e bronzo tra gli Under 20. Il fine settimana sulle Ande passa alla storia pure con le medaglie d’argento di Cesare Maestri, che ha lottato sino all’ultima stilla di sudore con lo statunitense Gray. Sui 17 km del tracciato con un dislivello di 754 metri, Maestri ha accusato un distacco di 13”. Un’inezia.
Un altro argento brillante nel mondiale lunghe distanze è stato quello di Francesco Puppi, conquistato dopo una lotta oltre ogni limite con un altro yankee, il longilineo Walmsey. In questo caso i km da percorrere sono stati 41,5. Il distacco tra i due su di un dislivello di 2.184 metri è stato solo 48”. Conclusione: i nostri tra i monti non falliscono mai. Totale medaglie: sette tra individuali e per squadra.

Abbiamo scritto di atletica vincente? A Milano c’è una società che non sbaglia quasi mai, niente nomi di prestigio, solo atletica di base, partendo dal settore giovanile sino agli assoluti. Il tutto rigorosamente in rosa. Si tratta dell’Atletica Bracco, nata Camelot nel 2000, che il prossimo anno si appresta a festeggiare in ventennale. Quest’anno il sodalizio milanese ha scollinato il 150º titolo, arrivando a 154 (suddivisi in ogni specialità dell’atletica e in tutte le categorie).
I successi più significativi del 2019 sono stati: Campionati italiani indoor Under 23, Assoluti di corsa campestre, il primo posto nella marcia Under 23 con Lidia Barcella nei 20 km ribadita nelle prova sotto tetto e di Danielle Madam nel peso Under 23. E’ stata una grande festa a Milano nei saloni della Regione in attesa di uno scoppiettante 2020!