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L’estate di Larissa e Daisy

Foto Francesca Grana
Di: Walter Brambilla

Penso se ne siano accorti un po’ tutti in questa estate, hanno fatto centro, sportivamente parlando, le donne della nazionale italiana di calcio. Anche chi scrive, è rimasto abbastanza colpito dall’entusiasmo che sta girando attorno al movimento, a tale proposito v’informo che a livello giovanile la figlia del nostro grande ex Francesco Panetta è stata convocata nelle baby azzurre proprio come giocatrice di calcio. Rimanendo nel nostro orticello (atletica) in questi giorni si è fatto un gran parlare (si fa per dire.) di Larissa Iapichino e di Fiona May. La “bimba che vola” più che altro è identificata come figlia di Fiona, l’azzurra che per anni ha tenuto alto il vessillo azzurro dell’atletica nel salto lungo.

Fiona May che difficilmente sbagliava un obiettivo: Europeo, Mondiale o Olimpiadi che dir si voglia. Adesso è arrivata Larissa, 6,64 nel lungo ad Agropoli campionati italiani allievi, vinti con una gran misura, ancora meglio la sua serie: 6,44, 6,49, 6,32, 6,42, 6,54, 6,64. Il sottoscritto ebbe la fortuna di vederla in quel di Pavia (maggio del 2003) ancora in fasce, con mamma Fiona che rientrava dopo la maternità a saltare. Larissa è già stata identificata come futura probabile partecipante a Tokyo 2020… per ora si può affermare che il talento c’è, visto che sa districarsi alla grande, non solo nel salto in lungo e negli ostacoli alti, frequenta pure le prove multiple. Non è seguita tecnicamente né da babbo Gianni Iapichino ex azzurro dell’asta e neppure da mamma, ma da due tecnici toscani Gianni Cecconi e Ilaria Ceccarelli, spetta a loro plasmarla e dirigerla verso un futuro, magari cercando di non accorciare troppo i tempi.

Il fine settimana agonistico oltre a Larissa Iapichino, ci riporta a casa (in Italia) il sorriso di Daisy Osakue, lanciatrice azzurra che vive durante l’inverno negli States, dove studia criminologia e spara bordate a oltre 60 metri con il disco. Daisy è salita, contro il suo volere, agli onori delle cronache per un uovo lanciatole da uno sconsiderato (colpita a un occhio), l’estate scorsa, mettendo in dubbio la sua partecipazione agli Europei di Berlino. Si riprese per tempo e nella capitale tedesca si piazzò quinta. La lanciatrice dopo aver trascorso l’inverno all’Università con una borsa di studio offertale dalla Angelo State University, è tornata in Piemonte (dove abita), nella prima gara ha lanciato a 60,66 a Mondovì, nel frattempo sta preparando la tesi su Sacco e Vanzetti. Capito il tipo?

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