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Il cross a Villa Lagarina, tra passato e presente

Cristina Tomasini davanti a Dorio e Dandolo, in una Vallagarina degli inizi anni '80 (foto archivio Correre)
Di: Walter Brambilla

Metti una domenica in Trentino. Terra esente dagli spiriti maligni del calcio di serie maggiori. Da quelle lande dominano altre religioni sportive. Si va da quella praticata con gli sci (fondo o alpino) e per rimanere tra gli sport invernali nell’ultimo fine settimana il biathlon ha spopolato ad Anterselva. Vanno forte gli sport aerobici, ciclismo compreso. Vi dicono niente i vari Fondriest, Moser ecc. ecc? Insomma, tanto per entrare in argomento un salto alle porte di Rovereto, esattamente a Villa Lagarina, domenica 21 gennaio era doveroso.

Tranquilli non ho alcuna intenzione di raccontarvi la gara, ci hanno già pensato i social, ma per rinfrescarvi la memoria vi informo che la keniana Norah Jeruto Tanui ha rifilato più di un minuto alle nostre Sara Bottarelli e Valeria Roffino, mentre tra gli uomini la sfida all’ultimo sangue tra l’etiope Bekele (non Kennenisa ma Telahun) tanto per intenderci e l’ugandese Chemutai si è risolta a favore del primo, mentre il nostro Cesare Maestri atterrava al quinto posto.

La gita a Villa Lagarina, se così si può chiamare, è servita per rinfrescarci la memoria di un’atleta che fa parte del Comitato organizzatore, è stata più volte azzurra ed è stata pure la prima vincitrice della manifestazione allestita per la prima volta nel 1978. Si tratta di Cristina Tomasini, sorella di Aldo. Per chi non lo sapesse Aldo, è stato l’unico vincitore italiano del Cross delle Nazioni, antesignano dei Mondiali di specialità. Il fatto “increscioso” avvenne sui prati di Cambridge nel 1972, Aldo vinse e relegò Franco Fava al terzo posto. La leggenda narra che Franco si trovasse in testa ma nel finale il suo cuore matto, fece le bizze, la tachicardia, con la quale ha sempre convissuto come atleta, lo mise fuori gioco per l’oro. L’Italia vinse però a squadre.

Ritorniamo su Cristina che detiene ancora oggi i primati della “Quercia di Rovereto” nei tre, cinque e dieci mila. Sentiamo il suo ricordo del cross di Villa Lagarina di 40 anni fa: “Nevicò moltissimo la prima edizione e costrinse gli organizzatori a lavorare tanto e di pala. La nostra società organizzava già il Palio (il più antico meeting su pista italiano), pensate c’era Renzo Azzolini che non era ancora presidente (ora le redini della società le tira Carlo Giordani), il percorso a grandi linee assomigliava a quello attuale con i passaggi tra le viti e i filari. Un vero incanto. Le prime edizioni furono solo al femminile, per vedere i primi uomini si dovette aspettare sino al 1982 (vinse Gelindo Bordin N.d.R.)” .

Cristina Tomasini rivinse nel 1980 e due anni più tardi, nel 1983 giunse seconda alle spalle di Gabriella Dorio, così pure nel 1985 e l’anno successivo dietro a Maria Curatolo. Cristina dal 1995 fa parte dell’organizzazione delle gare targate Quercia con particolare riguardo, alla segreteria, all’abbigliamento, alla rassegna stampa. Ha sempre indossato quei colori? No, nel 1982 ha vestito quelli del Fiat Sud Formia, squadra con la quale ha conquistato una Coppa Campioni di Cross.

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