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Fuori i secondi

24 Febbraio, 2021
Foto Francesca Grana

Nulla a che vedere con la “noble art”, dove tra una ripresa e l’altra di un incontro di boxe, la fatidica frase: “fuori i secondi”, è annunciata pochi attimi prima del colpo del gong. In questo caso, trattandosi di gare di atletica chi è salito sul gradino del podio contrassegnato dal numero due, nel corso dei campionati italiani indoor disputatisi ad Ancona, rischia di essere considerato solo comprimario, vista la strapotenza dei vincitori.

Procediamo con ordine.
Sabato pomeriggio. Giorno storico per l’atletica italiana, Larissa Iapichino atterra nella sabbia a 6,91, segna una miriade di primati, che ora è inutile ricordare, se n’è parlato, giustamente a tempo debito. Vi siete accorti chi e le misure realizzate dalla seconda classificata? Ci pare giusto dare spazio a proprio a lei a Laura Strati, lunghista che tra l’altro è stata candidata in quota atleti elle ultime elezioni federali, nella lista di Stefano Mei. Se vi è sfuggita la sequenza dei salti ve la riproponiamo: 6,52, nullo, 6,66, 6,64, 6,54, 6,63. Una costanza di rendimento dell’atleta (lavora in un’azienda part time), dopo un periodo lavorativo trascorso in Spagna, veramente elevato.

Da sinistra: Laura Strati,  Antonio La Torre, Stefano Mei e Larissa Iapichino (Foto Francesca Grana)

Il giorno successivo, dopo le evoluzioni aeree di Gimbo Tamberi, – ogni tanto l’azzurro ama fare il solletico al tetto del PalaMarche -, era in programma un’altra finale assai interessante, quella dei 60 metri, vinta come nelle previsioni da Marcell Lamont Jacobs in 6”55 davanti al quasi sconosciuto Chitiru Ali. Il portacolori delle Fiamme Gialle che si allena Como sulla pista dove incrocia spesso anche Alessia Trost, in batteria ha fatto segnare 6”77, in finale 6”69. Da dove spunta questo lungagnone che in altezza arriva e supera l’1,90? Avvicinato lo scorso anno in quel di Savona (luglio) dopo la batteria dei 100 chiusa in 10”41, ci disse con un filo di voce che non avrebbe preso parte alla finale, si era infortunato. Nell’occasione il suo allenatore ci informò che lo avremmo visto solo sugli ostacoli. Invece, eccolo senza barriere da superare. Che si sia trovato un altro velocista di vaglia? Vista la mole ci piacerebbe vederlo sui 200.

Dulcis in fundo, e qui non si parla di secondi ma di vincitori, non può passare sotto silenzio una splendida doppietta del mezzofondo veloce di Pietro Arese, 1500-3000, nella prima prova con un probante 3’40”54 (minimo per gli Europei di Torun) la seconda con 8’04”03, davanti al più quotato Bouih. Arese, un cognome, una garanzia, nulla a che vedere con Francesco Arese, già campione europeo dei 1500 nel ’71 a Helsinki e due volte presidente della Fidal. Solo un caso di omonimia.