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Filippo Tortu, il bimbo con le ali

26 Giugno, 2018
Filippo Tortu insieme al papà e allenatore Salvino (foto Giancarlo Colombo)

Difficile, se non impossibile non parlare di Filippo Tortu. Anche se sono trascorsi già quattro giorni dall’evento, sui quotidiani, sui “social” si parla ancora e molto del ragazzo lombardo con chiare origini sarde. Il cognome stesso ne denota le origini, alle quali lui fa molto spesso riferimento.

Il primo “meno dieci”, esattamente 9”99, è stato salutato e illustrato al popolo dell’atletica come si doveva. Di questo chi scrive non aveva dubbi. Cancellare il 10”01 di Pietro Paolo Mennea 39 anni dopo non è affare di tutti i giorni. Specie per un ragazzo di soli 20 anni, che frequenta e sostiene esami all’Università a Roma. Quello che è balzato all’occhio il fatto che molti quotidiani hanno riportato in questi giorni, è la facilità di corsa dello sprinter azzurro, della sua grande serenità d’animo nell’affrontare l’impegno agonistico e le novità tecniche ideate dal suo tecnico- babbo Salvino.

Avete presente gli sprinter statunitensi? Muscoli guizzanti, sguardi truci, partenze al limite. Tutto questo non fa parte del bagaglio del “bimbo con le ali”. Pesi? Certamente, ma leggeri e niente resistenze alla velocità come ci disse lo stesso Tortu senior in occasione di una lunga chiacchierata avvenuta, proprio a Giussano (Milano) agli inizi di gennaio, prima dell’esordio nel 2018 in quel di Berlino (sotto tetto). Quel giorno Filippo lo osservammo molto bene, allenamenti completamente diversi. Tutto in leggerezza. Per essere più chiari, Pippo o Fili come lo chiama Salvino si ispira a Christophe Lemaitre, primo bianco a scendere sotto i 10”. Il transalpino non è muscolato, anzi si dice che non appena ha messo su qualche chilo i suoi muscoli ne hanno risentito e i tempi si sono appesantiti. Si sono azzardati molti riferimenti con Livio Berruti, il campione olimpico oro a Roma ’60 (200m) non ha perso occasione per decantarne le qualità.

Pippo lavora con il sorriso sulle labbra: “Al campo si va con voglia. Ci disse quel giorno Salvino. L’atletica deve essere impegno ma anche divertimento”. Babbo Salvino ci indicò le linee del programma della sua “creatura”. Per ora non ha sgarrato. Non una gara in più, forse la prima a Rieti non era contemplata. Adesso dopo i Giochi del Mediterraneo dove Filippo Tortu gareggerà nella 4×100, teoricamente dovrebbe presentarsi a Montecarlo nei 200. C’è chi azzarda un 19”90. Così Stefano Tilli, ex velocista azzurro, componente della staffetta 4×100 seconda ai mondiali di Helsinki ’83 così composta: Tilli, Pavoni, Simionato Mennea! Se lo dice lui.