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Coronavirus – lunedì 4 maggio si potrà (forse) ricominciare a correre all’aperto 

24 Aprile, 2020
Potrebbe essere proprio il primo lunedì del mese, il 4 maggio, il giorno dal quale “Si potrà fare sport all’aperto anche lontano da casa e ci si potrà allenare, da soli oppure a due metri di distanza dagli altri”. Dipenderà dal proseguire del miglioramento dei dati sanitari sui contagi e il ritorno alla normalità potrebbe non avvenire nello stesso momento per tutti, in base all’età e alla regione in cui si vive. 

Nel calendario in 4 tappe fissato dal Governo, da lunedì 27 aprile a lunedì 18 maggio, potrebbe essere proprio il primo lunedì del mese, il 4 maggio, il giorno in cui “Ci sarà l’allentamento dei divieti di spostamento, mantenendo comunque l’autocertificazione, e si potrà andare fuori dal Comune di residenza non solo per motivi di lavoro. Si potrà fare sport all’aperto anche lontano da casa e ci si potrà allenare, da soli oppure a due metri di distanza dagli altri”, si legge, ad esempio, su Il Corriere della Sera di venerdì 24 aprile.

Solo se i numeri del contagio continueranno a scendere 

Il condizionale è d’obbligo, nell’informazione su questo tema, perché tutta la progressiva ripresa dell’attività è subordinata al proseguire della discesa della curva dei contagi.

Se l’indice “R0” dovesse ricominciare a salire, il programma della progressiva riapertura delle attività potrebbe di conseguenza subire un rallentamento. Nella giornata di giovedì 23 aprile, l’indice di contagio è calato per il quarto giorno consecutivo: tra lo 0,5 e lo 0,7 è stata la cifra annunciata dal presidente del Consiglio superiore della Sanità, Franco Locatelli.

Non per tutti subito, non dappertutto

Come tutte le attività, anche il fare sport all’aperto potrebbe ricominciare in modo differenziato, in base a due elementi: le età delle persone e la zona in cui si vive.

1. L’età – Resta al vaglio del Governo l’ipotesi di differenziare il ritorno all’aria aperta per fasce di età, imponendo il proseguimento delle misure di restrizione alle persone meno giovani, in quanto più soggette, in base ai dati fin qui registrati, al rischio di contagio. 

2. Il territorio – La diminuzione-fine delle restrizioni agli spostamenti individuali potrebbe avvenire in tempi diversi da regione a regione. È questa l’ipotesi che traspare dalle parole di Francesco Boccia, Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie: «Le regole e il calendario di riaperture che concorderemo avranno un punto fermo. Più un territorio è sicuro, più le misure potranno essere allentate. Più il contagio sale, più scatteranno nuove restrizioni. È evidente che le Regioni non devono mai abbassare la guardia, terapie intensive, sub-intensive e interventi sanitari immediati sui contagiati devono essere la priorità assoluta» (Fonte Ansa, 23 aprile).