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Catherine Bertone e Valeria Straneo alla scoperta di Valencia

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla
Si sta avvicinando la maratona di Valencia e chi scrive d’accordo con il condirettore Daniele Menarini, decide di dedicare uno spazio a due grandi donne della maratona italiana. Trattandosi non di due neofite, sarà bene, per evitare ogni e possibile qui pro quo, decidere in base all’ordine alfabetico, pertanto, prima Catherine Bertone, poi Valeria Straneo. Catherine, medico all’ospedale di Aosta è balzata alle cronache durante la scorsa estate anche per il suo mancato approdo ai Mondiali di Doha, non potendo assentarsi dal lavoro nel periodo estivo in cui la popolazione valdostana raddoppia. La maratoneta ha incassato con molta disinvoltura il fatto che nessuno poteva sostituirla in ospedale, così ha iniziato a pensare di dire la sua in una maratona autunnale, quella di Valencia in programma domenica. Donna e mamma (sia ben chiaro), con obiettivi ben precisi ha iniziato a mettere chilometri nel motore (la gioia di correre è insita nel suo dna, non ne può fare a meno), così gli appuntamenti di Trento (6 ottobre) di Aosta (27 ottobre) due “mezze” concluse alla grande sono state un viatico, un corroborante, unito dal fatto che anche nei 10 km su strada Catherine ha abbassato il suo primato personale. “Quest’anno ho esordito sui km 21,097 con 1h13’37ad Aosta ho migliorato scendendo a 1:12’38”, sostiene la dottoressa Bertone, non azzardo quanto potrò realizzare in Spagna, mi dicono ci sia il mondo sulle strade della terza città più popolosa della regione iberica, ad ogni buon conto mi sono allenata bene, anche se negli ultimi giorni freddo e umidità mi hanno lasciato qualche scoria nei muscoli”. “Un pensierino per Tokyo lo faccio, – prosegue Catherine -, che ha già nel suo palmares la partecipazione ai Giochi di Rio. Non mi chiudo la porta in faccia, se poi non arrivo all’obiettivo ci saranno altre opportunità. Parto venerdì per Valencia, con Sara Brogiato “la mia sorellina minore” con la quale ho diviso gran parte degli allenamenti”.
Chi, invece a Valencia, ci arriverà con tutta la famiglia e Valeria Straneo, maratoneta azzurra che prima di scambiare con il sottoscritto una chiacchierata via smartphone stava preparando dei dolci, (Catherine, invece, rassettava in cucina). Valeria ha nel suo curriculum due medaglie di peso (argento): Europei e Mondiali in maratona, ma non è ancora soddisfatta, anzi, leggete cosa dice: “Punto alle prossime Olimpiadi di Tokyo, lo dico senza mezzi termini, anche se è un anno che non corro una maratona, l’ultima proprio a Valencia un anno fa (2h30’24”) ”. Per Valeria sarebbe la terza partecipazione ai Giochi, per una donna che ha scoperto l’atletica e la maratona non da giovanissima è un traguardo incredibile. L’alessandrina o mandrogna che dir si voglia, dopo un lungo periodo trascorso a leccarsi le ferite (infortuni, l’ultima una fastidiosa tallonite) in primis ha cambiato allenatore da Massimo Magnani a Stefano Baldini. “Quando ho visto in un’immagine di Stefano che allenava i gemelli Dini, ho preso la palla al balzo e ho chiesto al lui di seguirmi. Stefano è giovane, è pieno di entusiasmo che a me non manca. Ho fatto bene, avevo bisogno di cambiare aria”. Con il campione olimpico ho contatti quotidiani. Nel corso dell’estate la maratoneta ha trascorso periodi in quota a Livigno con Epis e Dossena, poi sotto con le mezze maratone: Udine, Telese, Crema arrivando a siglare un ottimo 1h11’42. “Sono fiduciosa” ha concluso. Non resta che incrociare le dita e attendere. Mancano solo quattro giorni.

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