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I benefici della corsa in natura sul nostro cervello

04 Giugno, 2021
Foto 123rf
Ha preso il via a Milano una ricerca scientifica tesa a dimostrare che il livello e la qualità dei benefici prodotti dalla corsa aumentano notevolmente quando si passa da un ambiente iper-stimolante come la città alle forme invece relativamente semplici della natura: riduzione dello stress, contenimento della depressione, miglioramento di concentrazione e memoria.

La corsa può migliorare le attività cognitive? Può aumentare la “neurogenesi”, cioè la nascita di nuove cellule? Molti studi scientifici rispondono di sì e dimostrano come l’esercizio aerobico abbia un impatto notevole non solo sulla struttura muscolare, ma anche sulla capacità cognitiva degli individui che lo praticano con regolarità. Nessun progetto, però, si è mai mosso trasversalmente sulla popolazione per determinare in maniera sistematica i benefici della corsa comprovabili derivati dal mix tra fatica, ambiente naturale e dedizione.

Rimane quindi da rispondere alla seguente domanda: questi benefici per il nostro cervello li si ottengono da qualsiasi tipo di corsa o la loro consistenza varia a seconda delle condizioni in cui si corre?

Corsa in città e corsa in natura

Con l’obiettivo di cominciare a rispondere a questa domanda, martedì primo giugno ha preso il via a Milano il progetto di ricerca denominato “The Green & Gray rings project”, un nuovo studio per indagare su cosa avviene nel nostro cervello quando corriamo, ma a seconda dell’ambiente in cui si è immersi: la città o la natura. Si vuole dimostrare che il livello e la qualità dei benefici prodotti dalla corsa aumentano notevolmente quando si passa da un ambiente iper-stimolante come la città alle forme invece relativamente semplici della natura: riduzione dello stress, sollievo negli stati di depressione, miglioramento di concentrazione e memoria.

A portare avanti questo progetto è la Strobilo, un’azienda hi-tech focalizzata su salute e clima, che utilizza tecniche avanzate del mondo delle neuroscienze e l’intelligenza artificiale, in collaborazione con la Wild Tee, brand di abbigliamento tecnico per attività outdoor.

 Benessere collegato alla qualità del percorso

L’occasione per dare il via alla raccolta dati è stata la presentazione della nuova Clifton 8 di Hoka One One, partner tecnico di questa ricerca: giornalisti e blogger invitati per il test della nuova calzatura presso Runaway (in via Ugo Bassi, 22) hanno indossato, prima, durante e dopo la corsa, un dispositivo in grado di rilevare l’attività cerebrale. La corsa test per collaudare l’innovativa calzatura iper-ammortizzata di Hoka One One è stata svolta lungo un tracciato che volutamente alternava tratti decisamente metropolitani a passaggi in aree verdi cittadine. Il lavoro scientifico proseguirà per un anno per testare le reazioni in base alle differenze di clima, luce e temperature esterne. L’obiettivo è di documentare con dati scientifici l’importanza dell’attività fisica all’aria aperta e misurare il beneficio che i runner ottengono, rilevando le differenze collegate all’ambiente in cui si è inseriti.

“Lo scopo ultimo sarà di sensibilizzare, grazie ai risultati della ricerca, le amministrazioni locali sul tema della pratica sportiva in natura come forma “terapeutica” gratuita e accessibile a tutti, sollecitando così maggiori investimenti e politiche di transizione verde degli spazi pubblici urbani, per consentire ai propri cittadini di approdare a una migliore qualità della vita” si legge nella nota diffusa congiuntamente da Strobilo, Wild Tee e Hoka One One.