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Primi passi di una stagione in pista

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

A dispetto della stagione climatica semi-autunnale che stiamo vivendo, l’atletica in pista muove i primi passi. Parlo di quella azzurra, non considerando gli appuntamenti della Diamond League che dall’inizio di maggio, in quel di Doha, ha preso avvio. Prima di prendere in considerazione temi riguardanti i primi vagiti con le scarpe chiodate, è bene ricordare che il diritto di primogenitura dell’anno, almeno a livello nazionale spetta alla gara del XXV Aprile (disputatasi il 26 aprile…) il meeting di Giorgio, com’è comunemente chiamato, per Giorgio s’intende Giorgio Rondelli, uomo poliedrico capace di allenare, scrivere e commentare e da qualche anno anche organizzare. La sua “creatura” in pista ha richiamato, non solo tanto pubblico di aficionado, ma anche tantissimi atleti provenienti da ogni parte d’Italia.

Lo stesso si è rivisto sabato a Cinisello Balsamo (hinterland milanese) dove è andato in onda il Trofeo Bracco, con la regia di Franco Angelotti. Le prove tutte al femminile, con ragazze provenienti da 9 regioni e con quasi 500 iscritte. Un successo, nonostante le condizioni climatiche non erano quelle desiderate né dagli atleti e neppure dagli organizzatori. Due giorni prima, con un clima diverso, a Rieti, Pippo Tortu ha impressionato sul fotofinish 9”97, avrebbe potuto essere nuovo primato italiano dei 100 metri, purtroppo Eolo, il dio dei venti, si è messo di buzzo buono annullando tutto: + 2,4 (il limite è 2,00).
La sera stessa dopo il risultato eclatante, questo sia ben chiaro, ho inviato una trentina di sms ai amici dell’atletica, giornalisti e allenatori, chiedendo loro qual era il reale valore del tempo del “bimbo con le ali”. Le risposte che ho ricevuto sono state le più disparate, si va da un 10”03 a un 10”14, ma qualcuno ha scritto pure 9”96: Il bello dell’atletica è anche questo.

Ho tergiversato, poiché l’intento della rubrica di oggi è di evidenziare la grande richiesta di agonismo che viene da più parti. Domenica sotto la pioggia si è battagliato in pista anche a Castiglion della Pescaia, (notevole il 10”31 di Jacobs) corso sotto una pioggia battente e con tuta aderente, mentre oggi a Savona, ci sarà la risposta a Filippo Tortu da parte dei velocisti azzurri: lo stesso Jacobs, Desalu, Manenti, in altre parole i compagni di squadra della staffetta 4×100 che ci aveva fatto sognare a Yokohama. A Savona con la regia di Marco Mura un cast d’iscritti di ottima qualità e di atleti internazionali di livello, il pubblico non farà mancare il suo apporto. Staremo a vedere nella speranza che queste “iniziative” atletiche non ballino solo poche estati come fece il meeting di Gavardo qualche anno fa, una partenza col botto e un finale inaspettato!

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