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Atletica a 18 anni: i sacrifici dietro l’eccellenza

08 Luglio, 2021
Foto: Francesca Grana
Dietro le quinte della vita quotidiana del triplista Alex Fabbri, talento emergente del salto triplo. Il racconto del suo ritmo di vita quotidiana ci aiuta a capire quanto costa oggi a un giovane di diciotto anni il sogno dello sport ad alto livello.

Da anni l’atletica ci sembra in debito di vocazioni, ma è uno sport che chiede davvero tanto, e non tutti sono disposti a mettersi in pista con dedizione assoluta. Eppure sono tanti gli esempi virtuosi e spiazzano quando si cerca di capire le giornate di quelli che l’impegno ce lo mettono davvero. Spesso sono storie di provincia, che convergono su campetti periferici con difficoltà logistiche davvero difficili da gestire. 

Il “vivaio” di Molinella

Ho visto Alex Fabbri in pista a Molinella, una cittadina tra Bologna e Ferrara, due strisce di tartan, due corsie per gli allenamenti conquistate grazie a un crowdfunding, cene di auto finanziamento e lotterie cittadine, a dargli qualche indicazioni Tobia Zucchini, uno che di campioncini ne ha fatti germogliare tanti in questo campetto per poi lasciarli volare da soli, come Stefania Strumillo partita anche lei dalla Nuova Atletica Molinella, una delle discobole più forti in Italia di tutti tempi, finalista ai Campionati europei di Amsterdam del 2016. Tutti da queste parti si sono appassionati all’atletica leggera grazie alle Olimpiadi del Reno, una manifestazione intercomunale di grande successo che ricorda molto i vecchi Giochi della Gioventù e che diventa una selezione capillare dei ragazzini residenti tra Bologna e Ferrara, una trentina di rappresentative anche di minuscole frazioni, un modello molto efficace che sarebbe da adottare su tutto il territorio nazionale.

 Alex Fabbri
FOTO: Tobia Zucchini
La giornata tipo di Alex Fabbri

Alex oggi è un triplista, uno dei giovani più interessanti in Italia, ma a lasciarmi incredulo è il vortice della sua giornata tipo. Alex abita in un piccolo centro nel comune di Argenta, Consandolo, la sveglia suona alle 6, in mezz’ora deve essere alla fermata della corriera, il suo liceo è a Ferrara, inizia la staffetta di autobus e camminate veloci con lo zainetto in spalla, sui mezzi dorme o studia, se non ha verifiche ascolta musica, deve essere in classe alle 8.10 e fino alle 13.40, segue poi un altro autobus verso la stazione di Ferrara perché alle 14.45 parte il treno per Bologna e in quell’ora scarsa mangia e fa qualche compito, un’altra ora per lo studio la ruba nel tragitto in treno, altro autobus per raggiungere la pista dell’Arcoveggio o il Campo scuola Baumann dove segue le direttive di Matteo Agnetti tecnico dell’Atletica Pontevecchio, mezz’ora per cambiarsi e prepararsi all’allenamento che in genere inizia alle 17 e può arrivare anche fino alle 20, a questo punto il padre viene a prenderlo per riportarlo a casa e dalle 21 in poi non rimane che mangiare, eseguire esercizi di mobilità, stretching, e studiare dalle 22.30 fino alle 24.30. Tutto è scandito da tempistiche e disciplina, nulla può essere lasciato al caso, una giornata a incastri. Insomma, un puzzle difficile, un bosco autunnale da 1.500 pezzi, alla faccia del concetto di Bimbominkia che se da un lato ci dà speranza, dall’altro ci fornisce anche qualche informazione sulle ragioni della dispersione di talenti in atletica. Quando si tratta di specialità molto tecniche come il salto triplo non è facile trovare le condizioni ideali, a meno che non si sia disposti a una vita molto complessa, articolata e faticosissima. Devi avere le idee chiare e fame di qualcosa di importante per resistere, l’atletica leggera, è dura ammetterlo, non è per tutti, non può essere un dettaglio insignificante nell’esistenza, chiede tanto, restituisce a volte meno del dovuto. Buona parte di questa intervista è stata fatta a colpi di vocali su WhatsApp con lo sferragliare inconfondibile di un Interregionale in sottofondo. 

Paradossalmente la giornata tipo di Alex Fabbri forse è stata più leggera nel periodo della didattica a distanza, a partire dalla sveglia mattutina spostata alle 7.40… un lusso. Mentre scrivo questo pezzo mi ronza in testa Depressione caspica dei CCCP: 

Se l’obbedienza è dignità, fortezza
La libertà una forma di disciplina
Assomiglia all’ingenuità la saggezza

Secondo ai Campionati italiani Juniores

Ho visto Alex sul campetto di Molinella a due giorni dalla partenza per Grosseto dove si sarebbero disputati i Campionati italiani juniores, forte della migliore prestazione stagionale, un robusto 15 metri e 33 centimetri, due chiacchere con Tobia, il suo primo tecnico, le attese, le speranza, la voglia di fare qualcosa di importante, tra l’altro l’impegno sarebbe stato triplice vista la sua presenza nella staffetta  4×100 (chi salta lontano deve correre forte…) e nel salto in alto, specialità nella quale aveva ottenuto il minimo di partecipazione. Ma il bersaglio vero era nella prima giornata, venerdì 11 giugno, primo pomeriggio, la voglia di esplodere da quell’asse di battuta.

Le cose poi andranno bene, ma non benissimo, la zampata (insomma, le tre zampate…) più lunga la stampa Federico Bruno, da Novara, anche lui al primo anno di categoria che trova la sua giornata migliore nel giorno più importante, il picco di forma scevro dalle responsabilità del favorito, atterra a 15 metri e 34 centimetri, Alex rimane 11 centimetri dietro, è argento, tanta la pressione su di lui, difficile da reggere, quando arrivi come capolista stagionale hai solo tutto da perdere, da subito la striscia di tartan di Grosseto gli era parsa veloce, quindi una velocità di ingresso alta, ma dura, e non è facile attutire gli urti sulle caviglie all’atto del balzo, è questa la prima difficoltà della specialità, Alex è ancora un po’ acerbo. Ma non c’è delusione, né rabbia, a diciotto anni hai solo voglia di rimetterti in gioco al più presto, di rivincite, di test su te stesso.

Un futuro senza sconti

I due si sono ritrovati pochi giorni dopo, i loro salti valgono già il minimo di partecipazione per i Campionati italiani Assoluti, il palco dell’atletica dei grandi, sarà una gara tutta da seguire visto il risveglio della specialità che dopo i fasti di Fabrizio Donato e di Daniele Greco ha ripreso vigore proprio a Grosseto dove Andrea Dallavalle è atterrato a 17 metri e 35 centimetri. Sarà uno stimolo incredibile per chi ha il tempo tutto dalla sua parte, un antipasto prima dei Campionati europei under 20 di Tallin e il 6 luglio per Alex arriva l’ufficializzazione della convocazione che si disputeranno a metà luglio, un premio per la regolarità a misure importanti. 

E il futuro va avanti, da queste due corsie in tartan quattro Allievi hanno rappresentato l’Emilia Romagna al Trofeo Dallavo di Cles (TN) in una rassegna per rappresentative regionali. Li ho visto crescere (qualcuno davvero molto, come il pesista Nadir Mezzogori) sotto i miei occhi mentre macinavo chilometri sempre più lentamente sul manto erboso, perché se corri piano lì devi stare. Ogni giorno i miei piedi si alzano sempre meno e loro ogni giorno aumentano la forza e il controllo: Sara Curatolo, velocista come Innocent Tagliani e Ilaria Maccaferri sembrano sfidare e vincere quella forza di gravità che a me schiaccia senza pietà, giorno dopo giorno. È la distanza tra la vecchiaia e la giovinezza, il distinguo tra wellness e atletica leggera.