Assoluti reload

Assoluti reload

03 Luglio, 2024
Foto Grana/FIDAL

Tre spunti da analizzare dopo gli Assoluti di La Spezia. Tre motivi per scrivere del nostro mezzofondo che smuove sempre un certo interesse. Partiamo dalla regina incontrastata. La ragazza che ha un fan club da far impallidire il precedente (quello di papà Giuliano). Parliamo di “StraordiNadiaBattocletti, ragazza che corre e vola leggera, quasi a sfiorare il manto gommoso delle nostre piste.

Al “Montagna”, campo rimesso a nuovo con pista azzurra, a fianco dell’altro stadio spezzino “Picco” dove gioca la squadra locale in serie B, non distante dal Golfo dei Poeti, Nadia ha vinto i 5000 in completa scioltezza. Qualsiasi lettore potrebbe chiedersi: “Dov’è la novità?”. La risposta è semplicissima: la ragazza trentina avrebbe potuto, dopo la doppietta dell’Olimpico, come tanti altri azzurri reduci dai fasti romani, evitare l’appuntamento tricolore, impegnarsi in qualche altra prova, magari più remunerativa, oppure allenarsi tranquillamente tra le sue montagne e non affrontare un caldo umido che si è respirato nella prima giornata a La Spezia (sabato).
Chi la segue tecnicamente, sa che un titolo italiano non si sbobba, anzi lo si onora. E Nadia lo ha onorato, ha fatto una gara giudiziosa, senza sbavature, non infliggendo distacchi abissali alle compagne di avventura, rispettandole. Tanto di cappello a “StaordiNadia”. 

Nadia Battocletti | Foto: Francesca Grana/FIDAL

Rimaniamo sempre tra le ragazze. Il secondo spunto lo merita Federica Del Buono. Le sue lacrime, a stento trattenute, hanno irrorato le sue gote, prima davanti alla tv, poi ha proseguito con il Presidente, per ultimo con la stampa scritta. Ne aveva ben donde. Aveva in animo di vincere i 1500, dove la concorrenza era agguerrita, si parlava di Vissa, Cavalli e Zenoni. Figlia d’arte come Nadia, sia da parte di padre che di madre, ha adottato una tattica spavalda: prendere il largo prima del previsto. Forse non ci credeva neppure lei. Missione compiuta. Obiettivo: Parigi. Vedremo su quale distanza: 1500 o 5000, oppure entrambe? 

Terzo spunto: Pietro Arese. Sabato, l’allievo di Silvano Danzi, ha dato vita a un delle più belle gare dei campionati. I dodici giri e mezzo, per un totale di 5000 metri, sono stati una sfida tra un “miler” Pietro Arese e un fondista veloce, secondo a Roma nella mezza maratona, un altro Pietro che di cognome fa Riva. Quest’ultimo conoscendo le capacità di sprintare di Arese, ha giocato sull’idea di partire da lontano e costringere ad un affannoso inseguimento il rivale. Così è stato, ma in affanno Pietro, quello della Fiamme Gialle, non c’è andato, lentamente ha ripreso l’altro Pietro, quello delle Fiamme Oro, per trafiggerlo nell’ultimo giro. Dazio pagato dal vincitore dei 5000 il giorno successivo (domenica) dove è stato sconfitto nei 1500 dall’altro Riva, Federico, come era successo alle indoor di questo inverno. 

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