Anno nuovo: cosa ci porterà il 2018?

Di: Walter Brambilla

Anno nuovo: il 2018 è partito. Si è messo sui blocchi, ha atteso lo sparo (countdown nella notte di San Silvestro) con i tappi di champagne che hanno fatto da detonatore e via. Come sarà quest’anno che finisce per otto? Guardando il calendario e ricordandoci della storia, quella vera, non atletica o sportiva il 1848, fu un anno di rivoluzioni in tutta Europa, tant’è che per decenni quando c’era qualcosa di “rumoroso”, qualcuno diceva chi ha fatto questo “quarantotto”? Centoventi anni dopo nel 1968 … Mi fermo perché o la storia recente si conosce oppure….

Anno nuovo. Il 2018 atleticamente parlando coincide con i Mondiali di Birmingham (sotto tetto) che inizieranno il 1° marzo, cioè domani e gli Europei di Berlino nella prima metà di agosto. Agosto, appunto, sarà la cartina di tornasole di tutta la nostra atletica. Ricordate il presidente della Fidal Alfio Giomi disse a mondiali di Londra appena conclusi in diretta tv: “I conti li faremo a Berlino”. Preso atto. Anche perché chi scrive, sostiene che nella capitale tedesca usciremo con un cospicuo o congruo numero di medaglie. Qualora mi sbagliassi sono pronto fra nove mesi a cospargermi il capo di cenere. L’Europa, o meglio l’atletica europea è senza dubbio più alla nostra portata, occorre avere però un briciolo di fortuna, che in alcuni casi è certamente mancata, forse qualche sorriso in più, qualche tiratina d’orecchie a chi spetta, ricordare a qualche azzurro/a l’importanza della manifestazione nella quale si deve arrivare al top della forma, magari scordando qualche lauto ingaggio in precedenza. Tutto qui. Facile a dirsi sulla carta, difficile a realizzarsi, ma sono convinto che nell’anno nuovo ci si proverà.

Il secondo capitolo, lo riservo agli amici che corrono per diletto, si fa per dire, visto che in giro ci sono dei “professionisti” della corsa lunga da cinque o più allenamenti settimanali, con partecipazione a gare su strada in ogni dove nel mondo. Mi rivolgo, invece, ai non competitivi, quelli che corrono la domenica o nelle “quasi gare” o per conto loro nei parchi o nei centri della città. Mi sono imbattuto nella rubrica “Vite Parallele” ultima pagina del “Venerdì” de “La Repubblica” a firma di Daria Galateria. Nell’articolo si pone in evidenza la nobile arte di raccattare rifiuti. L’idea è venuta da un medico francese di 35 anni Nicolas Lemonnier che consigliava ai suoi pazienti di correre, raccomandando di raccogliere i rifiuti inquinanti che trovavano sul loro percorso. E’ nato così un gruppo su facebook (in questo caso non è cloaca massima dell’informazione e della disinformazione), si chiama Run Eco Team che ha raccolto fino ad ora 17.000 simpatizzanti nel mondo, questi postano il proprio selfie mostrando la bottiglia di plastica o altre nefandezze lasciate per terra. Pare che l’idea stia dando i suoi frutti: 19 mila tonnellate di robaccia, questo ha dichiarato Lemonnier e scritto sull’inserto del quotidiano romano. I prossimi 8 e 9 febbraio a Londra verrà organizzata dall’Eco Run Team, “una corsa, un rifiuto”. Ho guardato se anche da noi esiste una pagina facebook sull’iniziativa. Per ora no. Diamoci da fare.

Articoli Correlati

Eliud Kipchoge e Caterine Ibarguen
Kipchoge e Ibarguen atleti dell’anno IAAF
Yeman Crippa
Crippa debutta nella stagione dei cross con un successo a Tilburg
Nadia Battocletti
Kiplimo e Teferi vincono il Cross IAAF di Atapuerca, Battocletti prima al Cross della Carsolina
Maura Viceconte: la vita è una maratona
Dalia Kaddari
Due medaglie italiane alle Olimpiadi giovanili di Buenos Aires
Franco Sar
Lutto per l’atletica italiana, è morto Franco Sar