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Accadde… domani: le corse che furono, in questi stessi giorni

Foto Giancarlo Colombo
Di: Danilo Mazzone

Da lunedì 31 agosto a giovedì 3 settembre, ecco cosa accadde negli stessi giorni che stiamo vivendo.

A prima vista, sembra che parliamo sempre degli stessi atleti. “Sempre le stesse facce” si dice, annoiati, quando si entra nel solito locale alla solita ora. Ai lettori annoiati chiediamo comprensione: per vent’anni, dal 1978 al 1998, il mezzofondo italiano è sempre salito sul podio dei Campionati europei, dando seguito alle medaglie di poco precedenti di Franco Arese (1.500 m, oro, 1971) e di Pippo Cindolo (10.000 m, bronzo, 1974). Apripista fu Venanzio Ortis a Praga, con l’argento nei 10.000 m e il titolo dei 5.000 m. Il resto è il lavoro corale dei Cova, dei Mei, dell’Antibo dell’unica doppietta italiana 5-000-10.000 m, dei Panetta e dei Lambruschini, con inserimento di Carosi. Senza dimenticare che in parallelo poche medaglie sono sfuggite ai nostri maratoneti, donne e uomini.

Potremmo chiamarli “I soliti noti”, piuttosto che “sempre le stesse facce”, le cui medaglie, però, oggi, un po’ ci mancano. Difficile misurarsi con un passato così, ma non era facile nemmeno misurarsi con il mito di Marcello Fiasconaro. Onore quindi anche ad Andrea Longo (nella foto), che un giorno ci riuscì.

31 agosto 1978 – Dopo il secondo posto sui 10.000 m di qualche giorno prima, il friulano Venanzio Ortis si presenta sui 5.000 m degli Europei di Praga (allora Cecoslovacchia, oggi Repubblica Ceca), e non è più uno dei tanti. La gara è ricca di emozioni: nell’ultimo giro Martti Vainio tenta la fuga, ma sono il russo Fedotkin e lo svizzero Markus Ryffel a presentarsi in testa agli ultimi cinquanta metri. Ortis riesce a trovare un varco e a vincere in 13’26”7. Le braccia al cielo diventano un’icona del trionfo e dell’essere campione continentale! Otto anni dopo, nello stesso giorno, sulla stessa distanza, è Stefano Mei a giocarsi il titolo sulla pista di Stoccarda. All’ultimo giro Stefano, neo-campione continentale dei 10.000 m, è in testa con gli inglesi Tim Hutchings e Jack Buckner. Fino a 200 m dalla fine lo spezzino è primo, e spera ancora nell’arma della volata lunga, ma Buckner, professore di Geografia, trova lo spunto della vita e sorpassa l’asso ligure sull’ultimo rettilineo vincendo in 13’10”15. Mei è argento in 13’11”57, Hutchings terzo con 13’12”86. Cova ottavo in 13’35”86, Antibo decimo con 13’38”25.

 

primo settembre 1990 – Maratona degli Europei di Spalato. Fa caldo e il percorso è accidentato nella Croazia che è ancora una regione dell’ex Jugoslavia, ma Gelindo Bordin è più forte di tutto e tutti. Il gruppone di testa è dietro al campione olimpico in carica, ma “Gelo” dimostra pieno controllo della situazione quando smuove le acque con azione decisa a metà gara. Lo seguono Gianni Poli, il francese Dominique Chauvelier, Salvatore Bettiol e il portoghese Manuel Matias. Non c’è bisogno di accelerare molto: nel tratto finale in discesa Gelindo se ne va e colleziona il secondo successo europeo consecutivo in 2:14’02” (dopo Stoccarda) che, accoppiato a quello olimpico, lo qualifica come uno dei più grandi maratoneti della Storia. Poli finalmente raccoglie un podio da titolo con il secondo posto in 2:14’55”, peccato per Bettiol, quarto in 2:17’45”, preceduto sul podio da Chauvelier: avremmo assistito a un altro 1-2-3 azzurro Nello stesso giorno Salvatore Antibo cade alla partenza della finale dei 5000 m, poi raggiunge il gruppo di testa e vince in 13’22”00 precedendo di un’inezia l’inglese Garry Staines (13’22”45). Totò riesce nell’accoppiata prestigiosa 5.000-10.000 m.

 

2 settembre 2007 – Dopo avere scontato la squalifica per doping, con la nuova canottiera USA Bernard Lagat vince il titolo mondiale dei 5.000 m a Osaka (JPN). La gara è tattica e vi rimane invischiato il keniano Eliud Kipchoge, fortissimo sul ritmo, ma vulnerabile in volata. Bernard vince in 13’45”87 davanti a Eliud (13’46”00) e all’ugandese Moses Kipsiro, 13’46”75. Tempi modesti in senso assoluto, ma contava vincere.

 

3 settembre 2000 – Andrea Longo corona il sogno di uguagliare un record che pesava come un macigno sul mezzofondo italiano: 1’43”7 sugli 800 m di Marcello Fiasconaro, datato 1973. Il poliziotto veneto nel meeting di Rieti evita che il primato diventi maggiorenne con una grande gara, un po’ con il cuore, un po’ con la mente rivolta all’implacabile scorrere di decimi e centesimi. Alla fine il padovano vince i 1’43”74, che uguaglia 1’43”7 manuale di “March”. Secondo è il keniano Yampoy, 1’44”25. Nei 1.500 m uomini domina il grande campione Noah Ngeny (Ken), 3’30”42. Non da meno i 5.000 m vinti da Daniel Komen in 13’04”43.