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Vita uguale H2O

21 Maggio, 2017
(Foto: 123rf)

 

L’acqua costituisce il 70% del nostro corpo, percentuale che scende con l’invecchiamento. Sulla qualità dell’acqua si è detto di tutto e di più, ma un paio di cose devono essere chiare: un’acqua buona deve essere batteriologicamente pura e del tutto priva di sostanze inquinanti. La quasi totalità delle acque in commercio, compresa quella che esce dal rubinetto, soddisfa questi requisiti. La sua provenienza però (alta montagna o pianura, regioni più o meno industrializzate) può fare la differenza, quantomeno per la presenza di tracce di inquinanti. Infine vi è la differenza (misurabile) tra acque minerali ad alto residuo fisso (ovvero ricche di minerali) e acque oligominerali a basso residuo, più povere. Le prime sono da consigliare a chi è poco mineralizzato (anziani, osteoporotici), le seconde a chi ha problemi renali.

Dobbiamo anche ricordarci che le quantità di sali minerali presenti o assenti in un litro di acqua sono minime rispetto a quelle contenute in un würstel, in un etto di prosciutto crudo, in una pizza o in un cubetto di parmigiano. Attenzione dunque a non sopravvalutare l’aspetto del residuo fisso, ma a valutarlo con buon senso all’interno di una sana alimentazione quotidiana.

Gasata o non gasata? Lasciamo al gusto di ciascuno questa preferenza, ricordandoci però che l’acqua naturale, che l’uomo ha sempre bevuto in natura, non ha gas aggiunti.

Netta superiorità invece del vetro sulla plastica. Un po’ più scomodo, forse, ma gli studi sul rilascio di particelle da parte di materiali plastici apparentemente inerti ci fanno preferire la soluzione del vetro.

Ricordiamoci infine che un corpo sano è capace perfettamente di eliminare a livello renale l’acqua eventualmente assunta in eccesso. E che più acqua assumiamo più facile sarà il lavoro di detossificazione del rene.

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