Su che fondo allenarsi?

Su quale fondo è meglio allenarsi, strada o sterrato? Ecco il parere di Pizzolato

Foto: 123rf
Di: A cura della Redazione

Anche se la maggior parte delle nostre gare si disputa su strada, non per questo i nostri allenamenti devono per forza essere svolti sullo stesso tipo di fondo, anzi.

Via dall’asfalto

È questa, in sostanza, la conclusione cui arriva Orlando Pizzolato nel suo intervento tecnico su Correre di aprile: “Molti penseranno che un podista che deve preparare la maratona si debba allenare sempre sull’asfalto, ma per tanti specialisti non è così.”, spiega il direttore di Correre, che ad avvalorare la propria affermazione porta poi i casi, descritti nel dettaglio, dei lavori svolti su fondo naturale da top runner di massimo livello come, ad esempio, Mo Farah.

Sterrato OK anche per gli amatori 

E se maratoneti del massimo livello svolgono gran parte dei lavori lontano dall’asfalto, è possibile che anche un amatore possa trarre vantaggio dall’evitare l’asfalto allenandosi invece sull’erba e sullo sterrato? È senz’altro utile correre su una superficie morbida  ̶  precisa Pizzolato  ̶ , perché così si riducono gli effetti traumatici da impatto; non è un aspetto da poco, perché è alta la percentuale di amatori che soffrono di patologie tendinee e articolari generate, appunto, dal ripetuto impatto con un fondo duro.

Dolori sì, ma non da impatto col terreno 

Il secondo vantaggio della corsa su erba e sterrato è relativo al fatto di essere costretti a usare un maggior livello di forza, perché la superficie morbida riduce la risposta elastica. “Muoversi su un suolo morbido come l’erba, il fondo di una pineta, o su tratti sterrati e sabbiosi, è più faticoso (determina un aumento del consumo di ossigeno anche del 5%) proprio per la perdita di risposta elastica e, di conseguenza, porta a un maggior impegno muscolare”, spiega l’Autore. Ci si risveglierà con un po’ di indolenzimento in più, quindi, ma, come disse allo stesso Pizzolato Jerry Schumacher (allenatore di molti top runner USA, ndr), «Gli atleti devono avere mal di gambe da stanchezza per aver corso tanto e non essere condizionati da dolori muscolari causati dagli impatti con il terreno»

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Fuori strada”, di Orlando Pizzolato, pubblicato su Correre n. 402, aprile 2018 (in edicola da mercoledì 4 aprile), alle pagine 20-22.

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