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RunForEmma&Friends

A scuola di charity: così raccogliamo fondi

Foto: Giancarlo Colombo
Di: A cura della Redazione 

Si può fare? Sì #sipuofare. Ve lo dice RunForEmma&Friends, che nel 2016 ha raccolto 48.000 euro in soli sei mesi e nel 2017 ha superato il traguardo raggiungendo quota 53.000 euro, seconda nella speciale classifica che la Milano Marathon riserva per il charity program.

Le origini 

Anna Archetti e Marco Motola sono l’anima di RunForEmma&Friends, il team fucsia nato nell’ottobre del 2015 che in due anni ha raccolto oltre 100.000 euro destinati a bambini speciali e alle loro famiglie. Un risultato costruito con la passione e la forza delle emozioni.

L’obiettivo per il 2018 

Per la Milano Marathon 2018 l’asticella si alza ulteriormente. RunForEmma&Friends ha scelto di sostenere “Mio figlio ha una 4 Ruote”, un progetto del Sapre (Settore di Abilitazione Precoce dei Genitori dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Fondazione IRCCS Ca’ Granda-Ospedale Maggiore Policlinico di Milano) che consiste in una settimana di formazione e supporto psicologico e pratico per le famiglie di bambini affetti da SMA e costretti su una carrozzina.

Sette ingredienti per un successo

1) Definizione del progetto. «Da giugno a settembre individuiamo il progetto che vogliamo finanziare e studiamo la strategia da seguire. Facciamo una full immersion nella realtà che andremo a sostenere, perché più saremo bravi a trasmettere emozioni autentiche, maggiore sarà il risultato.»

2) Ricerca dei runner. «È un lavoro di scouting ma anche di cura e gestione delle relazioni. “Coccoliamo” i nostri ambassador perché ognuno di loro deve saper trasmettere emozioni ed energia positiva a quante più persone possibili.»

3) Contatti con le aziende. «Non lasciamo nulla di intentato verificando ogni singolo contatto e cercando di tessere una fitta rete di relazioni.»

4) Presenza digitale. «Sito internet, Facebook, Instagram e newsletter sono i nostri mezzi di comunicazione e condivisione. Attenzione però, a un like non corrisponde una donazione. I social servono a costruire la community, la donazione è legata al rapporto di fiducia che si crea tra le persone.»

5) Personalizzazione. «Tutto il nostro processo si basa su scambi reali e anche il nostro colore, il fucsia, è un segno di appartenenza.»

6) Mini eventi. « Il percorso è costellato da numerose occasioni in cui veicolare il nostro messaggio e il nostro obiettivo.»

7) Trasparenza e passione. «Ci mettiamo il cuore, ma soprattutto la faccia. I nostri obiettivi sono chiari e trasparenti. Se tu spingi con le emozioni, le emozioni poi imparano a viaggiare. E si moltiplicano.»

Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “A scuola di charity: così raccogliamo fondi”, di Monica Freguglia, pubblicato su Correre n. 400, febbraio 2018 (in edicola da mercoledì 31 gennaio), alle pagine 124-125.

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