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Certificato medico di idoneità agonistica: così funziona nel resto del mondo 

Foto: Giancarlo Colombo
Di: A cura della Redazione

È di nuovo argomento di attualità e lo sarà ogni volta che qualcuno metterà a confronto i numeri di partecipazione dell’Italia e del resto del mondo. Perché il principale imputato nel processo al mancato sviluppo delle corse podistiche in Italia resta lui, “mister certificato medico di idoneità specifica all’attività sportiva agonistica”. 

«Ma all’estero, come funziona?» ci viene chiesto spesso. Una risposta approfondita si trova su Correre di settembre, grazie a un’inchiesta realizzata da Alessandra Ramella Pairin.

Dove la responsabilità è del corridore

Nella maggior parte dei Paesi, la responsabilità è del corridore. L’organizzatore si limita a suggerire la consultazione di un medico, che attesti l’abilità a correre la distanza desiderata. Questo accade in Germania, negli Stati Uniti, in Giappone, in Messico, in Israele e in moltissimi altri Paesi da Est a Ovest e da Nord a Sud. I singoli organizzatori di questi Paesi sono però liberi di aggiungere forme di controllo: alla maratona di Berlino, ad esempio, è previsto il Paps Test (acronimo di Test personale per lo screening dell’attività e della prevenzione). Sono domande cui l’aspirante iscritto alla corsa deve rispondere prima di iniziare l’iter della registrazione online. 

Dove basta una firma

In altri Paesi, come in Israele, non è necessaria alcuna autorizzazione medica oltre alla richiesta obbligatoria della firma del partecipante in calce a una dichiarazione di buona salute, che è parte integrante del processo d’iscrizione. Sulla stessa linea si comportano le maratone del Messico. 

In Cina la Federazione di atletica raccomanda agli organizzatori delle maratone di richiedere una visita medica valida effettuata entro un mese prima della gara. Una raccomandazione, non un obbligo.

In Portogallo i concorrenti vengono avvisati dall’organizzatore del fatto che a loro nome viene accesa un’assicurazione personale, secondo quanto richiesto da una legge sull’assicurazione obbligatoria sportiva. In caso di incidente l’atleta dovrà attivarla attraverso l’organizzatore.

Dove il certificato medico è obbligatorio

Ci sono, poi, Paesi, come l’Italia, in cui il certificato medico è obbligatorio per partecipare a qualsiasi manifestazione sportiva agonistica. Francia, Spagna e Russia sono alcuni esempi. Senza certificato medico agonistico non si può ritirare il pettorale.

Due le differenze rispetto all’Italia: il certificato richiesto è emesso dal medico curante e la legge non indica esami obbligatori. In Italia il protocollo del certificato medico agonistico prevede invece che siano effettuati una visita medica, l’esame completo delle urine, l’elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo e la spirometria. 

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Il certificato medico degli altri”, di Alessandra Ramella Pairin, pubblicato su Correre n. 407, settembre 2018 (in edicola a inizio settembre), alle pagine 112-115.