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A perdifiato

Agosto significa spesso più tempo per se stessi. Anche in questa estate per certi versi anomala. E l’estate può essere l’occasione per riscoprire i classici contemporanei, anche legati al mondo della corsa, che magari si aveva in programma di leggere da tempo. A perdifiato di Mauro Covacich, autore pluripremiato e podista appassionato ed esperto, rientra senza alcun dubbio nella categoria. Pubblicato per la prima volta nel 2003, è un best seller che, un paio di anni fa, è tornato in libreria in una nuova edizione targata La nave di Teseo.

Il libro

Dario Rensich è un ex maratoneta che vanta un unico grande risultato in carriera: è arrivato sesto alla maratona di New York, primo europeo dietro gli inarrivabili africani. Oggi è un allenatore della federazione di atletica, che lo manda in Ungheria per preparare un gruppo di giovani e ambiziose mezzofondiste al loro esordio sui 42,195 km. A Szeged, sulle rive di un Danubio avvelenato da un disastro ecologico, Dario deve educare sette diciottenni ribelli alla corsa lunga, conquistandone la fiducia. Mentre a Trieste sua moglie Maura attende la telefonata che potrebbe sbloccare l’adozione della bambina che desiderano da anni, Dario combatte con i propri fantasmi e i propri desideri, che hanno preso la forma degli occhi neri di una delle sue allieve, Agota.

Successo di pubblico e critica

A perdifiato è un libro che, all’uscita, folgorò critici e lettori. Un romanzo sulla fuga e sul ritorno. Intenso come la corsa, implacabile come la maratona che muove i protagonisti lungo i percorsi irregolari dei loro sentimenti.

Mauro Covacich, A perdifiato, La nave di Teseo, 392 pagg., 13,50 euro

Leggi anche: Il maratoneta, classico di William Goldman

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