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Foto Tedeschi

8 consigli utili per camminare una maratona

Il cammino ha in sé un’unicità che lo rende momento di riflessione, proprio perché nella sua velocità di esecuzione non si perde il contatto con se stessi e con ciò che ci sta attorno. È un diverso approccio con lo sport e la fatica. La fatica, sì, perché senza è impossibile andare ancora di più in profondità nel percorso interiore che è parte integrante del camminare.

La fatica non è solo nel fisico, per i principianti è soprattutto nella testa. Innumerevoli sono le scuse a cui attingere per rinunciare a uscire, ma è risaputo che dopo pochi minuti ci si libera dai freni inibitori della mente. Insomma è più difficile fare i primi 15 minuti che allungare le distanze.

Questo è il periodo in cui ragionevolmente si può decidere se puntare ad una maratona autunnale, perché i 6-9 mesi che abbiamo davanti sono quelli dove il meteo e la luce a disposizione ci permetteranno di ritagliare il tempo necessario all’allenamento.

Su Correre di febbraio Giorgio Garello ci prende per mano e ci accompagna verso un obiettivo raggiungibile (quasi) a tutti: una 42km in autunno a passo di fit-walking. La base su cui lavorare in quest’ottica è di dedicare almeno 3 uscite alla settimana che devono essere di almeno un’ora ciascuna alternate da un giorno di riposo.

Ecco 8 consigli utili per raggiungere il nostro obiettivo:

 

1. Il momento più difficile dell’allenamento è allacciarsi le scarpe. Nulla di più vero, ma i minuti che seguono sono momenti di una intensità emotiva che non ha pari, forse superata solo da ciò che si prova con il primo innamoramento.

2. Lo scopo non è quello di cercare la prestazione fine a se stessa, ma di adattarsi gradualmente alla fatica e alla gestione di un movimento che, seppur naturale e a basso impatto, è pur sempre di carattere sportivo e quindi intenso

3. Una delle cose più difficili nell’allenamento è darsi delle regole e avere la costanza di perseguire l’obiettivo. È necessario vivere il percorso con serenità, senza sentirsi fenomeni quando l’allenamento sembra facile e leggero né abbattersi se qualcosa va storto

4. Come alimentare gli aspetti positivi della sfida? Con la curiosità. Per tenerla viva si può spesso cambiare percorso, magari facendolo al contrario rispetto al solito. Sarà più facile superare i momenti di difficoltà.

5. Per mantenere alta la motivazione coinvolgete altri camminatori, cercandoli anche tra quelli con obiettivi diversi. Può bastare darsi appuntamento strada facendo.

6. Il gesto corretto aiuta a mantenere il ritmo, a ridurre l’eccessivo spreco di energia con il conseguente risultato di migliorare l’efficienza.

7. Inserite un allenamento propedeutico alla famiglia. Si tratta molto semplicemente di condividere delle passeggiate con i propri cari per scaricare la fatica e per condividere il nostro percorso con chi ci sta a cuore.

8. Non perdiamo mai di vista l’elemento fondamentale di un camminatore sportivo, che non è la ricerca della prestazione in sé, ma il raggiungimento di un obiettivo importante attraverso il puro piacere di creare un perfetto equilibrio tra gratificazione personale, eleganza del gesto tecnico e una buona dose di disponibilità alla fatica.

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