42: buon compleanno, Stefano

Sabato 25 maggio il re della 42 chilometri compie 42 anni.

Ammettiamolo, ci manca. Stefano Baldini, da quando ha detto che non sarebbe stato più con noi, che amiamo correre, in qualsivoglia luogo della campagna, della metropoli o di piccola cittadina, dipende da dove viviamo, ci fa sentire un tantinello più soli. Lui per anni è stato il nostro faro. Il nostro obiettivo.

Baldini dice, Baldini scrive, Baldini corre. Ci ha dedicato persino dei libri, dove tra l’altro ha pure scritto che la maratona è una disciplina democratica. Infatti, le volte che lo abbiamo visto al nostro fianco in innumerevoli corse su strada, maratone, mezze, non ci ha mai fatto mancare un sorriso, un autografo, un incitamento. Era quasi una sorta di non sorpresa trovarlo al nostro fianco al momento del via. Lo vedevi arrivare con il suo passo inconfondibile, l’espressione rilassata stampata sul volto, come un maratoneta qualsiasi: questa la sua caratteristica, che è anche la peculiarità di tutti i maratoneti, o quasi, quella di non darsi importanza.

Qualcuno, Stefano, ti ha definito il ragazzo della porta accanto. Difficile smentire chi ha coniato questa specie di etichetta, che riteniamo calzi a pennello con il tuo modo di vivere, di correre, di esserci.

Il 25 maggio arrivi a compiere 42 anni. Quarantadue come i chilometri delle maratone, lo hai detto all’estensore di queste note domenica al telefono. E allora auguri, giovane-vecchio campione, ci ha fatto sognare un giorno di fine estate del 2004 tagliando per primo il traguardo della più classica della maratone olimpiche: quella di Atene. Sei salito tra gli dei. Ti sei seduto al loro fianco. Anche noi, inguaribili amanti della maratona, quel giorno ci siamo sentiti vicino a Zeus.